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Neurochirurgia privata della terapia intensiva

 

Il sindacato punta il dito contro la Direzione ASL di Brindisi per la soppressione della terapia intensiva di Neurochirurgia, costringendo un’eccellenza a operare “quasi fosse un semplice ambulatorio”. Locali autorizzati e arredi acquistati giacciono inutilizzati come depositi.

BRINDISI – Una situazione di grave inefficienza e spreco di risorse pubbliche è quella denunciata dalla Uil Fpl di Brindisi. Attraverso il segretario generale, Gianluca Facecchia, il sindacato ha acceso i riflettori sulla persistente mancanza di un’unità di terapia intensiva dedicata al reparto di Neurochirurgia, una problematica che si trascina da anni senza risposte concrete dalle direzioni strategiche.

Facecchia sottolinea che, nonostante l’impegno del personale e la guida di “un primario di grande spessore”, il reparto è costretto a operare in condizioni fortemente limitative, con l’attività gestita “con solo cinque stanze: tre di degenza ordinaria e due di semi intensiva, quasi fosse un semplice ambulatorio”. Questa limitazione incide inevitabilmente sulla piena erogazione dei servizi di un’area chirurgica delicata.

Spazi Sottratti e Poi Abbandonati

La Uil Fpl ricostruisce la storia degli spazi sottratti al reparto. Inizialmente, gli ambienti destinati alla Neurochirurgia furono temporaneamente usati per ospitare la Rianimazione durante i lavori di ristrutturazione. Successivamente, furono convertiti in terapia intensiva Covid.

Oggi, l’emergenza è terminata, ma quegli stessi locali, anziché essere restituiti o utilizzati per la funzione originaria, “vengono vergognosamente utilizzati come depositi dei vari reparti”, trasformandosi in un simbolo di inefficienza gestionale.

La denuncia si fa ancora più pesante se si considera che “esistono perfino ambienti già predisposti per l’apertura della terapia intensiva, con tutte le autorizzazioni necessarie”. A questo si aggiunge la beffa degli investimenti sprecati: “Gli arredi sono stati acquistati con soldi pubblici e giacciono nei magazzini a imputridire”.

La Uil Fpl continua a chiedere chiarezza e un intervento immediato affinché vengano ripristinate le condizioni strutturali necessarie per consentire al reparto di Neurochirurgia di operare al meglio delle sue potenzialità, nell’interesse esclusivo della salute dei cittadini.

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