“Mesi di miasmi e promesse mancate, ora basta”
MESAGNE – La pazienza dei residenti di via Epifanio Ferdinando è ormai esaurita. Da mesi, quella che dovrebbe essere una delle arterie centrali e storiche della città è diventata teatro di un disagio insostenibile: la presenza costante di liquami e cattivi odori che rendono l’aria irrespirabile e la situazione igienica precaria.
Nonostante le numerose segnalazioni inoltrate agli uffici comunali e agli enti preposti, la risposta ricevuta dai cittadini sembra essere diventata un ritornello stanco: “Conosciamo la situazione, interverremo quanto prima”.
Un disagio che non conosce sosta
“Siamo stanchi di dover vivere con questo tanfo – dichiarano alcuni residenti esasperati –. Non è possibile che nel 2026, in pieno centro, si debba convivere con una fogna a cielo aperto per mesi interi. Chi di competenza avrebbe dovuto già risolvere una criticità che mette a rischio non solo il decoro urbano, ma anche la salute pubblica”.
Il problema non riguarda solo la sgradevolezza olfattiva, ma investe la qualità della vita quotidiana: finestre serrate anche nelle belle giornate e l’impossibilità di camminare regolarmente sui marciapiedi senza imbattersi nelle fuoriuscite che macchiano l’asfalto.
L’interrogativo dei cittadini: “Ma quando?”
Il punto di rottura è stato raggiunto a causa della discrepanza tra le rassicurazioni formali e l’assenza di cantieri o interventi risolutivi. “Ci dicono che sanno tutto, ma alle parole non seguono i fatti – continuano gli abitanti della via –. Chiediamo una data certa. Quando verrà ripristinato il corretto deflusso dei liquami? Quanto ancora dobbiamo aspettare per tornare a respirare aria pulita in casa nostra?”.
Appello alle autorità
La situazione in via Epifanio Ferdinando richiede un intervento tecnico immediato e non più procrastinabile. I residenti chiedono che l’Amministrazione Comunale e l’Acquedotto Pugliese (AQP) facciano chiarezza sulle cause del guasto e procedano con somma urgenza alla riparazione. Il rischio è che, con il passare del tempo, il danno alle condutture possa aggravarsi, aumentando i costi di ripristino e il malcontento di una cittadinanza che si sente, oggi più che mai, ignorata.




