Il nuovo Prefetto di Brindisi, Giulio Aprea, ha avviato una decisa azione di controllo sul tessuto economico provinciale, focalizzando l’attenzione su undici attività commerciali sospette. Di queste, ben sette hanno sede a Mesagne, delineando un quadro particolarmente articolato nel comune brindisino.
I numeri dell’operazione
Il provvedimento ha colpito diversi settori produttivi e commerciali attraverso l’emissione di interdittive antimafia. Le attività mesagnesi coinvolte spaziano dalla ristorazione all’edilizia:
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Ristorazione: Bar e ristoranti con somministrazione.
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Commercio: Intermediazione di legname e materiali da costruzione.
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Servizi e Retail: Un negozio di articoli igienico-sanitari e un’impresa di affitto rami d’azienda.
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Intrattenimento: Una sala giochi con biliardi.
Il legame con i clan della SCU
L’azione del Prefetto non è isolata, ma rappresenta la prosecuzione amministrativa dell’importante blitz contro la Sacra Corona Unita mesagnese eseguito nel dicembre 2025.
Secondo gli accertamenti, queste piccole imprese sarebbero collegate direttamente o indirettamente agli assetti criminali colpiti durante l’ultima operazione delle forze dell’ordine. L’obiettivo della Prefettura è quello di bonificare l’economia locale, impedendo che profitti illeciti o influenze mafiose possano inquinare il libero mercato e la trasparenza commerciale del territorio.
Nota: L’attenzione resta alta su tutta la provincia, ma Mesagne rimane al centro della lente d’ingrandimento per la densità e la tipologia di attività colpite dai provvedimenti.




