
Il 16 ottobre si rinnova l’appuntamento con la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, una ricorrenza istituita dalla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), che proprio quest’anno celebra i suoi 80 anni. L’obiettivo cardine di questa giornata è sensibilizzare l’opinione pubblica globale e le istituzioni sui temi cruciali del cibo: dalla sua disponibilità e qualità, al corretto utilizzo, alla lotta contro lo spreco e all’impiego sostenibile delle risorse naturali necessarie per produrlo.
Anche in Italia, e in particolare nel Sud, i dati relativi all’alimentazione destano preoccupazione. In Puglia, i livelli di sovrappeso e obesità
interessano quasi la metà della popolazione (48,8%), dalla Capitanata al Salento. Questa elevata percentuale pone la regione al quarto posto in questa triste classifica, subito dopo Molise (51,9%), Basilicata (51,5%) e Campania (50,2%). Un dato ancor più allarmante è che ben il 41,2% dei pugliesi non svolge nessuna attività fisica.
Questi numeri stridono con la ricca tradizione agroalimentare e lo stile di vita che ha reso famosa la Dieta Mediterranea, identificata come modello di salubrità e longevità. Questa dieta, celebrata da studi fondamentali come il Seven Countries Study dello scienziato americano Ancel Keys, rischia di essere sempre più un retaggio del passato se non si interviene per promuovere scelte alimentari e abitudini di vita più sane in linea con i principi della stessa.
Domenico Rogoli
Segretario generale della Fondazione Dieta Mediterranea e Responsabile della Fondazione per la Puglia



