
La UIL di Brindisi esprime forte preoccupazione per i notevoli intoppi nel progetto “Cittadella universitaria di Brindisi”, in particolare per il recupero del palazzo Ex Agenzia delle Entrate. A ristrutturazione conclusa, è emerso che due interi piani del palazzo resteranno inutilizzati, chiusi e inaccessibili per “meri limiti tecnici e progettuali”.
Il Coordinatore Provinciale UIL Brindisi, Fabrizio Caliolo, denuncia che questo ridimensionamento, in fase di cantiere, testimonia la poca cura nelle progettualità locali, le quali intercettano fondi ma non raggiungono pienamente gli obiettivi di crescita e sviluppo. Aprire solo due piani del futuro Palazzo Universitario significa sacrificare spazi fondamentali e sminuire il valore di un investimento mirato a restituire alla città una funzione culturale, formativa e sociale di lungo periodo, vanificando la Transizione tanto invocata.
La UIL ribadisce che Formazione e Conoscenza sono le vere infrastrutture per lo sviluppo e che la presenza universitaria stabile a Brindisi è una necessità per creare lavoro qualificato, attrarre investimenti e rendere la città competitiva, in rete con infrastrutture di valore già presenti.
L’organizzazione sindacale lamenta ancora una volta la mancanza di una regia unica, una strategia condivisa e una Rete tra tutti gli enti e gli stakeholders. Di fronte a questa “ennesima, bruciante, delusione”, la UIL chiede massima responsabilità agli amministratori e ai candidati alle prossime Regionali, affinché la Cittadella universitaria non diventi l’ennesimo simbolo di un’occasione mancata. Ogni spazio non completato, avverte, è un’opportunità persa per l’intera comunità brindisina. L’appello è a “fare Rete, davvero,” per costruire una Brindisi che vive con i fatti la Transizione.



