
Il nuovo assetto della Regione Puglia targato Antonio Decaro inizia a delinearsi, e il messaggio che arriva dai primi vertici è chiaro: il Partito Democratico si muove come un “asso piglia tutto”. Il nuovo corso appare fortemente orientato a blindare il ruolo dei democratici come forza egemone della coalizione, anche a rischio di generare malumori e lasciare indietro pezzi importanti della compagine alleata.
Al centro del risiko politico c’è il presidente uscente, Michele Emiliano. Per lui il futuro sembra già scritto: resterà in via Capruzzi, ma traslocherà dai banchi della presidenza a quelli dell’assise, con un occhio puntato alla giunta.
Le indiscrezioni parlano di un incarico di primo piano allo Sviluppo Economico, una delega di peso che gestisce flussi finanziari e strategie industriali vitali per la Puglia. Tuttavia, resta un’incognita politica non da poco: Decaro sceglierà la via della pacificazione o quella della rottura? Durante la campagna elettorale, il neo-presidente ha spesso invocato quella “discontinuità” necessaria a segnare il passaggio d’epoca.
Totonomine: Matarrelli verso la Presidenza del Consiglio?
Se Decaro decidesse di marcare stretto il territorio con i propri fedelissimi, i nomi più quotati restano quelli di Stefano Minerva (Sindaco di Gallipoli) e Toni Matarrelli.
Proprio per quest’ultimo, ex Sindaco di Mesagne e Presidente della Provincia di Brindisi, si starebbe facendo strada un’ipotesi di alto profilo istituzionale: la Presidenza del Consiglio Regionale. Un ruolo di garanzia che permetterebbe a Matarrelli di coordinare i lavori dell’aula, lasciando a Decaro la libertà di manovra sull’esecutivo.
Gli equilibri della coalizione
La strategia del PD, però, non è priva di rischi. La spinta verso un governo a trazione puramente “decariana” potrebbe creare attriti con le liste civiche e gli alleati minori che hanno contribuito alla vittoria.
Il dilemma di Decaro: Soddisfare le richieste di Emiliano per mantenere la stabilità interna o puntare tutto sui propri uomini di fiducia per dare un segnale di cambiamento immediato?
Le prossime ore saranno decisive per capire se il “modello Bari” di Decaro riuscirà a inglobare l’eredità di Emiliano o se assisteremo a un rimpasto profondo delle gerarchie regionali.



