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Brindisi “Cenerentola” della Puglia: ancora una volta esclusa dalla Giunta Regionale

Mentre cinque province su sei festeggiano la propria rappresentanza nell’esecutivo guidato da Decaro, il territorio brindisino resta a guardare. Una scelta che pesa e che alimenta il dibattito sulla marginalizzazione politica di un’area strategica.

Il “caso” Brindisi

Non è la prima volta e, purtroppo per i cittadini del brindisino, rischia di non essere l’ultima. La formazione della squadra di governo regionale vede ancora una volta la provincia di Brindisi priva di un assessore. Se Bari, Lecce, Foggia, Taranto e persino la BAT (Barletta-Andria-Trani) riescono a piazzare i propri rappresentanti nelle poltrone che contano, Brindisi rimane ufficialmente “fuori dai giochi”.

Questa assenza non è solo una questione di “poltrone”, ma di peso politico. Senza un riferimento diretto in Giunta, le istanze di un territorio già gravato da pesanti sfide ambientali, industriali e infrastrutturali rischiano di finire in secondo piano nel bilancio delle priorità regionali.

Cinque province su sei: l’isolamento brindisino

La sproporzione è evidente. La geografia del potere barese sembra essersi fermata ai confini della provincia messapica. Ecco i punti critici di questa esclusione:

  • Mancanza di Interlocuzione Diretta: Un assessore del territorio garantisce un filo diretto tra i bisogni dei comuni e le decisioni dell’esecutivo.

  • Gestione delle Crisi: Con il dossier energetico e la decarbonizzazione ancora aperti, l’assenza di una voce brindisina in Giunta appare come un paradosso difficile da spiegare.

  • Squilibrio Territoriale: Premiare cinque province su sei significa, di fatto, isolare l’unica rimasta esclusa, creando una Puglia “a due velocità”.

Un territorio dimenticato

Il sentimento che serpeggia tra i cittadini e i rappresentanti locali è quello di una profonda amarezza. Nonostante il bacino di voti e le eccellenze che la provincia esprime (dal porto all’agricoltura, dal turismo alla ricerca), il riconoscimento politico fatica ad arrivare.

Si parla spesso di “Puglia unita”, ma i fatti dimostrano che, quando si tratta di distribuire le deleghe e il potere decisionale, Brindisi viene regolarmente scavalcata da logiche di partito o da equilibri che favoriscono altri capoluoghi.

Il punto: La politica è fatta di simboli e di presenza. Lasciare Brindisi fuori dalla Giunta non è solo uno sgarbo istituzionale, ma un segnale di debolezza che il territorio non merita e che i suoi elettori difficilmente dimenticheranno.

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