MESAGNE – Un anno di polvere, transenne e disagi. È questo il bilancio, decisamente amaro, tracciato dai residenti di via Arco Ferraro a Mesagne. Quello che doveva essere un normale intervento di riqualificazione o manutenzione si è trasformato in un “cantiere infinito”, scatenando la protesta vibrante dei cittadini che abitano e transitano in quella zona.
La pazienza ha ormai superato il limite di guardia: da circa dodici mesi il tratto di strada è interessato da lavori a singhiozzo che sembrano non trovare mai una conclusione definitiva.
Un anno di disagi
Secondo le testimonianze raccolte sul posto, i lavori si susseguono senza una soluzione di continuità chiara. I residenti lamentano una serie di criticità che rendono difficile la vita quotidiana:
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Viabilità compromessa: La presenza costante di scavi e recinzioni rende difficoltoso l’accesso alle abitazioni e ai garage.
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Insicurezza: Il manto stradale irregolare e la segnaletica spesso provvisoria rappresentano un rischio per pedoni e automobilisti, soprattutto nelle ore notturne.
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Danni economici: Anche le piccole attività commerciali o professionali della zona risentono del calo di passaggio dovuto al cantiere persistente.
L’appello all’Amministrazione
I cittadini non chiedono miracoli, ma la semplice sistemazione e conclusione dei lavori. Il reclamo, che va avanti da mesi, è rivolto direttamente a Palazzo Celestini e agli uffici tecnici comunali.
“Non è possibile che per un tratto di strada così breve occorra oltre un anno,” riferisce un portavoce dei residenti. “Chiediamo un cronoprogramma certo e che la ditta incaricata completi l’opera una volta per tutte, restituendo decoro e dignità a via Arco Ferraro.”
Lo stato dell’arte
Al momento, il cantiere appare ancora aperto, con cumuli di materiale edile e tratti di asfalto ancora da livellare. La cittadinanza auspica un intervento risolutivo immediato per evitare che il disagio si protragga ulteriormente, peggiorando con l’arrivo delle piogge o del traffico estivo.
“Siamo stanchi di promesse. Via Arco Ferraro non può essere dimenticata: è una questione di rispetto per chi qui vive e paga le tasse.”




