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Mesagne, le antiche terme romane di Malvindi restano in stato di abbandono: un patrimonio prezioso

Nessuno scavo avviato e nessun intervento di restauro in corso. Nonostante gli iter burocratici complessi, le antiche terme romane di Malvindi — situate lungo la strada provinciale per San Pancrazio Salentino — continuano a scontare decenni di profondo abbandono e incuria, una situazione aggravata dal prolungato disinteresse dell’opinione pubblica.

Una prima svolta amministrativa si era registrata poco più di un anno fa, quando il sito è entrato a far parte del patrimonio comunale di Mesagne grazie a un accordo con la Ital Green Energy srl, promosso con la mediazione dell’allora sindaco Toni Matarrelli e il supporto di Mimmo Stella, già consulente comunale per la valorizzazione dei beni culturali.

Già il 12 giugno 2011 Stella, allora presidente del comitato civico Terra di Mesagne, era stato promotore del “Malvindi Day”, una giornata nata per mobilitare cittadini e amministratori e chiedere la valorizzazione dell’area. In quell’occasione era emerso il degrado della struttura, inclusi i supporti installati dalla Soprintendenza e ormai crollati a causa delle intemperie. Da allora, fatta eccezione per l’Archeo Night del 2018 — un evento di sensibilizzazione con musica e aperitivo tra i resti —, non sono stati compiuti interventi sostanziali.

A oggi, pur essendo di proprietà comunale, l’area risulta protetta solo da una recinzione “simbolica” e rimane liberamente accessibile, esponendo i preziosi resti al rischio di atti vandalici. Un complesso monumentale di grande rilevanza, databile tra il I e il IV secolo dopo Cristo, che rischia di rimanere dimenticato anziché essere valorizzato, insieme a Muro Tenente, come una delle grandi eccellenze culturali del territorio.

 

 

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