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Masseria Belloluogo, gioiello-castello tra degrado e abbandono: rifiuti sulla provinciale e bivacchi all’ingresso

Ha il fascino antico di una dimora rurale dalle sembianze di un castello, ma oggi racconta una storia di degrado, incuria e promesse mancate. Parliamo di Masseria Belloluogo, un complesso monumentale e architettonico di straordinario valore situato formalmente nel territorio di Brindisi ma parte integrante del patrimonio immobiliare del Comune di Mesagne, a cui venne donato dall’Ersap a preciso vincolo: essere destinato esclusivamente a finalità sociali e non produttive.

Nonostante il suo potenziale culturale e la sua inclusione tra i beni da valorizzare nel progetto di candidatura di Mesagne a Capitale Italiana della Cultura 2024, la masseria versa attualmente in uno stato di totale abbandono.

Il degrado inizia ancor prima di arrivare alla struttura. Percorrendo la Provinciale 37 bis – arteria perpendicolare alla Mesagne-San Vito dei Normanni – ci si trova immersi in uno scenario indecoroso, caratterizzato da cumuli di rifiuti abbandonati lungo i bordi della strada che la fanno somigliare a una vera e propria discarica a cielo aperto.

Una volta giunti sul posto, lo spettacolo non è dei migliori. Nei giorni scorsi, proprio a ridosso del portone d’ingresso del complesso, era ben visibile una sorta di accampamento di fortuna, con tanto di panni stesi ad asciugare al sole. Una situazione che impone agli organi competenti le necessarie verifiche per accertare se si tratti di circostanze saltuarie, di una situazione tollerata o di un’occupazione stabile che meriti immediati interventi di sgombero e tutela dell’ordine pubblico.

Eppure, le potenzialità di questo patrimonio sono immense. Il complesso masserizio si estende per circa 2.600 metri quadrati complessivi e comprende immobili residenziali distribuiti tra piano terra e primo piano, locali adibiti un tempo a deposito attrezzi, stalle, ovili, fienili, oltre a caratteristiche aie e cortili. A completare questo quadro di grande pregio storico-architettonico si aggiungono, in posizione distaccata, una suggestiva chiesetta rupestre di circa 80 metri quadrati e una piccola torretta di 15 metri quadrati.

La domanda che i cittadini si pongono è quanto ancora questo bene dovrà attendere prima di vedere concretizzate le promesse di recupero. Restituire dignità a Masseria Belloluogo non significa soltanto recuperare metri quadri di storia locale, ma sottrarre un’area preziosa all’incuria e all’abbandono, trasformandola finalmente in un presidio di legalità, cultura e utilità sociale, così come originariamente stabilito.

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