Nuova emergenza maltempo e nuove criticità strutturali all’ospedale “Antonio Perrino” di Brindisi. A distanza di meno di un mese dalle infiltrazioni d’acqua registrate nel laboratorio di analisi, la situazione si è drammaticamente ripetuta all’interno del Pronto Soccorso, dove l’acqua ha iniziato a piovere letteralmente nei locali di prima emergenza.
Un episodio che ha generato gravissimi disagi e concreti rischi per la sicurezza dei pazienti e delle persone fragili in attesa di cure.
Il fattore umano e la carenza di ascensori
Se il servizio sanitario non si è interrotto, la continuità assistenziale lo deve esclusivamente allo spirito di sacrificio, alla professionalità e all’abnegazione di medici, infermieri e operatori sanitari. Il personale si trova quotidianamente a operare in un contesto giudicato non degno di un Paese civile, costretto a tamponare con il proprio impegno personale le croniche carenze gestionali e infrastrutturali.
A pesare sul quadro complessivo dell’ospedale c’è inoltre un altro dato critico denunciato con forza: attualmente è in funzione soltanto il 30% degli ascensori, un disservizio che si ripercuote pesantemente sull’utenza e sui familiari dei pazienti ricoverati.
Il quadro descritto punta il dito contro l’inerzia delle istituzioni: l’attenzione della Regione Puglia e della direzione generale dell’Asl di Brindisi verso il presidio ospedaliero viene definita praticamente inesistente.
“Non si può continuare a gestire l’ordinario come fosse una perenne emergenza, intervenendo solo a posteriori con soluzioni provvisorie”, sottolineano le voci della protesta.




