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Campagna Elettorale per eleggere Sindaco e Consiglieri: SI PARTE (MALE).

È iniziata — e non nel migliore dei modi — la campagna elettorale per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio Comunale. A dare il “la” sono stati alcuni comunicati stampa, apparsi solo su testate selezionate, che vedono protagonisti due ex consiglieri comunali: Francesca Faggiano e Antonello Mingenti.

Rivendicazioni o atti dovuti?

L’ex consigliera Faggiano ha recentemente rivendicato con orgoglio l’installazione di nuovi giochi per bambini in Piazza Pertini e alcuni interventi di manutenzione in Piazza Iqbal. Parallelamente, l’ex consigliere Mingenti ha sottolineato la sua partecipazione attiva alla realizzazione di opere pianificate durante la passata legislatura che stanno vedendo la luce in queste settimane.

Davanti a queste dichiarazioni, però, molti cittadini si pongono una domanda legittima: quale è stata la reale produzione amministrativa in questi due anni di consiliatura? La scarsa frequenza di comunicati o atti rilevanti nel recente passato stride con l’attivismo comunicativo di questi giorni di vigilia elettorale.

Il contrasto tra apparenza e realtà

Nulla da eccepire sull’importanza del decoro urbano. Panchine riverniciate e giostrine funzionanti sono segnali di attenzione, soprattutto per le famiglie. Tuttavia, è proprio soffermandosi sull’apparenza che rischia di perdersi il quadro complessivo della nostra città.

L’esempio più lampante è proprio nelle immediate vicinanze di una di queste piazzette “riqualificate”. A pochi metri dall’area giochi di Piazza Pertini infatti, resta irrisolto un problema ben più serio: un vecchio capannone in amianto, visibilmente degradato, affiancato da un’area privata abbandonata, invasa da sterpaglie e rifiuti. Una situazione nota da tempo, che rappresenta non solo un pugno nell’occhio, ma un potenziale rischio per la salute e la sicurezza pubblica.

Il silenzio sui temi “scomodi”

Su questo fronte, il silenzio della politica è assordante. Non si sono viste prese di posizione, né iniziative concrete per sollecitare i privati o imporre bonifiche e demolizioni. Eppure, gli strumenti amministrativi per agire esistono; ciò che sembra mancare è la volontà di tutelare l’interesse collettivo quando questo richiede di affrontare nodi complessi.

La sensazione è che ci si accontenti di interventi superficiali, utili a costruire consenso rapido e “fotografabile”, ignorando i problemi strutturali che incidono davvero sulla qualità della vita a lungo termine. Una panchina appena verniciata perde il suo valore se affaccia sul degrado e sull’incuria.

Una visione per il futuro

Il decoro non può fermarsi ai confini di una piazzetta. La vera riqualificazione passa dal coraggio di affrontare i problemi scomodi, quelli che non si risolvono con una mano di vernice, ma richiedono determinazione e una visione ampia del bene comune. In vista del voto, la città merita di più di una semplice operazione di “maquillage” pre-elettorale.

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