Se dovessi raccontarti Don Luigi Maria Epicoco, ti direi di immaginare un prete che non sale in cattedra, ma che si siede accanto a te per fare due chiacchiere. È un teologo e un filosofo stimatissimo, certo, ma soprattutto è uno scrittore da record e un comunicatore nato.
I suoi podcast e i suoi post sui social sono seguiti ogni giorno da centinaia di migliaia di persone. Il motivo è semplice: possiede un dono raro, quello di prendere le domande più intricate e profonde dell’esistenza — l’amore, il dolore, la paura del futuro — e offrire risposte con una semplicità disarmante che ti lascia a bocca aperta.
Un talento comunicativo di cui si è accorto persino Papa Francesco, che lo ha voluto a Roma per occuparsi dei media del Vaticano. Eppure, nonostante oggi insegni nelle grandi università pontificie e parli a platee enormi, se vuoi capire davvero da dove nasce la sua luce devi viaggiare fino in Puglia, a Mesagne, il luogo dove tutto è cominciato.
È tra le strade di Mesagne che è cresciuto ed è lì che, a soli quindici anni, ha sentito forte la vocazione al sacerdozio. Un momento fondamentale legato a un ricordo intimo e custodito con enorme affetto: prima di entrare in seminario, andò a pregare da solo nella chiesetta rurale delle Grazie, alle porte del paese. È stato il suo “sì” silenzioso, sussurrato nel raccoglimento di una chiesetta di campagna.
Ancora oggi, quando i ritmi e gli impegni romani si fanno pressanti e avverte il bisogno di ricaricarsi, Don Luigi sale in macchina e torna proprio lì, in quel piccolo santuario, per ritrovare il silenzio e ricordarsi da dove è partito.
Per i cittadini di Mesagne Don Luigi rappresenta un motivo di immenso orgoglio: il ragazzo della porta accanto che ha conquistato l’Italia con la forza e la grazia della parola, senza mai perdere quel calore, quell’umiltà e quell’autenticità che solo la sua terra d’origine sa regalare.
di Francesco Paolo Pizzile – Itinerari narrativi in Puglia




