
MESAGNE – Il noto detto popolare si è tradotto in una spiacevole realtà nel centro di Mesagne: “finita la pioggia, escono a galla i problemi”. Dopo le intense e incessanti precipitazioni che hanno caratterizzato i giorni scorsi, la città si ritrova con un tappeto stradale gravemente compromesso, disseminato di buche e avvallamenti che mettono a dura prova la sicurezza e la stabilità degli automobilisti.
La situazione è aggravata dai continui lavori di manutenzione sulla rete idrica eseguiti dall’Acquedotto Pugliese (AQP). Se da un lato l’attività di manutenzione è indispensabile, dall’altro sorge un interrogativo pressante tra i cittadini: perché il ripristino del manto stradale non viene eseguito in maniera corretta e definitiva?
Il problema non risiede nell’esecuzione dei lavori in sé, ma nella qualità e nella supervisione delle operazioni di chiusura degli scavi. Troppo spesso, infatti, le aree interessate dagli interventi dell’AQP vengono rattoppate con materiali che cedono rapidamente, specialmente sotto l’azione erosiva dell’acqua, trasformando gli ex-cantieri in nuove, pericolose buche.
Questo scenario solleva un’urgente e fondamentale domanda: Chi è l’ente preposto al controllo e alla verifica del corretto ripristino stradale post-lavori?
I dirigenti comunale sono chiamati a fornire risposte e ad esercitare una maggiore vigilanza per garantire che i lavori eseguiti da enti terzi, come AQP, rispettino gli standard di sicurezza e durata, evitando di trasformare gli interventi di manutenzione in una causa continua di degrado urbano e di spesa per le casse pubbliche.



