
L’attesa per la nuova Giunta regionale si fa più intensa. Sebbene la proclamazione ufficiale degli eletti possa slittare a dopo Natale, le trattative informali e la discussione sui nomi che andranno a comporre l’esecutivo sono già nel vivo. La composizione della Giunta dovrà rispettare la parità di genere, prevedendo dunque quattro uomini e quattro donne tra gli otto assessori interni.
I Nomi in Vetrina e le Quote di Partito
I primi indizi puntano a figure di spicco e consiglieri che hanno ottenuto un consenso significativo:
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Silvia Miglietta (Lista Decaro Presidente): L’ex vicesindaca di Lecce è data per quasi certa nella Giunta.
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Movimento Cinque Stelle: È assicurata la presenza di una donna in quota M5S, che ne ha elette tre: Maria La Ghezza, Annagrazia Angolano e Rosa Barone.
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Partito Democratico (PD): Il consigliere più votato, Francesco Paolicelli, molto vicino ad Antonio Decaro, è considerato certo. Tra gli altri nomi in pole position per il PD ci sono Elisabetta Vaccarella, Raffaele Piemontese e Donato Pentassuglia.
Se il PD dovesse ottenere quattro assessori interni, la lista “Per” indicherebbe il suo nome: circola con insistenza quello di Felice Spaccavento, medico e primo degli eletti nel collegio di Bari.
La Questione degli Assessori Esterni
Dei dieci assessori totali, due dovranno essere esterni. Questa quota apre a scenari interessanti e ad accordi politici complessi:
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Quota AVS (Accordo Nazionale): Uno dei due assessori esterni potrebbe andare ad Avs (Alleanza Verdi e Sinistra), in base a un accordo nazionale di “campo largo”, nonostante il partito non abbia eletto candidati, incluso l’ex governatore Nichi Vendola.
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Il “Desiderio” di Emiliano: Il secondo assessore esterno è la vera incognita. Tra le ipotesi non è esclusa quella di vedere lo stesso Michele Emiliano in Giunta, magari con una delega di peso come lo Sviluppo Economico, desiderio che lo stesso governatore non ha nascosto.
La Pesante Delega alla Sanità
La delega più cruciale, quella alla Sanità, resta in bilico. Si cerca un profilo tecnico esterno di alto livello, ma le alternative interne non mancano: i nomi di Felice Spaccavento e Donato Pentassuglia sono i più accreditati qualora la delega dovesse rimanere “politica”.



