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Il Nuovo Teatro Verdi riparte dal vivo con “Brindisi in scena”

Riapre il teatro dal vivo. La Fondazione Nuovo Teatro Verdi fa ripartire la macchina dello spettacolo dal vivo. Riprendendo il filo interrotto lo scorso mese di ottobre con la riprogrammazione di «Brindisi in Scena», la rassegna dedicata agli artisti della città che segna il ritorno al teatro in senso tradizionale, con la presenza in platea del pubblico secondo le regole del distanziamento, della protezione e del contingentamento.

Cinque spettacolicinque sabati tra giugno e luglio, per un viaggio con le compagnie della città tra danza e prosa, scelte drammaturgiche e registiche diverse con un intreccio tra classico e contemporaneo. Il Teatro ricomincia da Brindisi, dopo il breve slot dell’autunno scorso, il silenzio della scena, la programmazione in streaming, la generosa risposta degli ascolti, adesso finalmente il pubblico può riappropriarsi delle abitudini di sempre.

La rassegna è realizzata con il sostegno dei fondi regionali destinati al piano straordinario per la cultura e lo spettacolo «Custodiamo la Cultura in Puglia» e la partecipazione del main sponsor Enel, del partner Eni e dei sostenitori Intesa San PaoloConfindustria Brindisi ed Ance BrindisiPrezzi: 10 euro; 5 euro ridotto bambini fino a 12 anni.

Per gli spettacoli sarà impiegata soltanto la platea e saranno osservate le regole del protocollo per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19. I biglietti per gli spettacoli saranno disponibili a partire da lunedì 17 maggio unicamente presso il botteghino del Teatro, aperto al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle ore 11 alle 13 e dalle ore 16.30 alle 18.30. Nei giorni di spettacolo dalle ore 11 alle 13 e a partire dalle 17Info 0831 562 554 e www.nuovoteatroverdi.com. 

La rassegna riprende sabato 5 giugno nel segno della danza contemporanea. L’Accademia delle Danze mette inscena «La luna blu», spettacolo che mette al centro le relazioni sociali in un tempo nel quale l’emergenza sanitaria limita i nostri spazi: Maria Chiara Di Giulio, che cura le coreografie, interpreta il desiderio di socialità, la riscoperta di un mondo con meno individualismo. Nelle giornate forse più buie del nuovo millennio, la poesia si è confermata riferimento di “bellezza” ispirando donne e uomini intorno alla vita, alle sue seduzioni, alle sue dolcezze e asperità, spesso alle sue contraddizioni. L’uomo pensava di essere imbattibile e padrone del suo destino. La pandemia ha messo a nudo tutte le sue fragilità.

Debutta sabato 12 giugno la nuova produzione del Gruppo Mòtumus, «Gulliver e di altri viaggi. Giganti. Lillipuziani. E viceversa», spettacolo scritto da Anna Piscopo per la regia di Maurizio Ciccolella, anche in scena, che prende spunto dalla favola di Jonathan Swift per tracciare le traiettorie di un periglioso viaggio insieme autentico, feroce, ironico e psicologico. L’opera si misura con la immaginaria costruzione di un ponte, tra il mare delle emozioni e le sperdute isole dei sentimenti. Un percorso del ciclo di vita che si declina nei suoi rapporti con gli altri, col mondo e con se stessi, passando per il senso di colpa, il ricatto, le imperfezioni, le fragilità. Perché siamo un popolo di giganti, di lillipuziani e viceversa.

 Si arriva a sabato 19 giugno con una pagina di storia della città: «8 novembre 1941» è lo spettacolo di Teatro Kopò, scritto e diretto da Jenny Ribezzo, sulla storia di una comunità di brindisini scampati al bombardamento della notte tra il 7 e l’8 novembre. È la storia di una donna, Cuncetta, costretta a crescere i figli da sola e a frenare le attenzioni eccessive di un proprietario terriero troppo vicino alle camicie nere. La storia di una ragazza poco più che ventenne, nella quale, in un clima di stenti e di sofferenza, si consolida e si rafforza il valore della famiglia. Canti popolari melodici e pieni di pathos accompagneranno gli spettatori in un appassionante viaggio in un passato pieno di vita.

Ha per titolo «Stoc ddo’ – Io sto qua» ed è il nuovo lavoro della regista e attrice Sara Bevilacqua, per la drammaturgia di Osvaldo Capraro, in programma sabato 26 giugno. Michele Fazio non ha ancora compiuto sedici anni quando viene colpito per errore durante un regolamento di conti tra clan rivali. La vita di Lella, da quella sera, muta radicalmente direzione. Giorno dopo giorno, con la sola presenza di madre ferita, punta gli occhi negli occhi di chi vuole imporle il silenzio: io non fuggo, e nemmeno chiudo la porta di casa: “Stoc ddo’”. Un dialogo, quello con suo figlio, che nessun ostacolo riuscirà mai a impedire, nemmeno la morte.

Ultimo appuntamento sabato 3 luglio: in scena la prima nazionale di «Violenta(te)», spettacolo di AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica per la coreografia e la regia di Vito Alfarano. «Violenta(te)» è una performance di danza contemporanea che affronta “a viso aperto” la violenza contro le donne. Cinque donne, ognuna alle prese con una diversa fase della vita, costrette a fare i conti con il più turpe degli uomini. Sebbene distanti, hanno stesse reazioni di fronte a un amore malato e ridono, di un riso amaro, perché sono consapevoli che è malato l’amore di cui sono circondate.

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