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In villa comunale la lapide “Civitas Mariae”

Non c’è pace per la lastra di marmo che ricorda la consacrazione della città alla Vergine. Nonostante la sostituzione passata, il passaggio indiscriminato di furgoni e mezzi pesanti ha ridotto nuovamente il simbolo in frantumi.

MESAGNE – Un simbolo calpestato, nel vero senso della parola. All’interno della Villa Comunale di Mesagne, la storia sembra ripetersi con una precisione desolante. La lastra di marmo che reca l’iscrizione “Mesagne Civitas Mariae”, posta nel 2003 a perenne memoria della devozione della comunità, è tornata a essere un cumulo di frammenti.

Una storia di incuria

Non è la prima volta che accade. Già in passato la targa originale era stata distrutta e successivamente sostituita con una nuova, nella speranza che il rispetto per il luogo e per ciò che rappresenta fosse sufficiente a preservarla. Una speranza, a quanto pare, vana.

Il peso dei mezzi pesanti

Il colpevole, però, non è solo il tempo. A causare il danno è il passaggio continuo e incontrollato di camion e furgoni che utilizzano i vialetti della Villa come zone di transito o parcheggio logistico. Nonostante la natura pedonale dell’area, i mezzi pesanti continuano a passarci sopra “tranquillamente”, senza alcuna cura nel manovrare per evitare quel rettangolo di marmo incastonato nel pavimento.

L’appello dei cittadini

Cresce l’indignazione tra i frequentatori abituali del polmone verde della città. In molti chiedono ora interventi decisi: non solo una nuova sostituzione, ma l’installazione di dissuasori o protezioni che impediscero fisicamente ai veicoli di transitare sopra il marmo. Senza una protezione adeguata o un controllo più rigido sugli accessi dei mezzi di servizio, il rischio è che quella lapide sia destinata a una continua e triste ricostruzione.

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