
Brindisi/Mesagne – Un tempo fiore all’occhiello e punto di riferimento internazionale nel settore della ricerca avanzata, la Cittadella della Ricerca, situata tra Mesagne e Brindisi, continua a languire in un preoccupante stato di degrado strutturale e gestionale. Nonostante la sua inaugurazione operativa risalga al 1998 e abbia visto in passato l’insediamento di numerose realtà di ricerca all’avanguardia, spesso beneficiarie di finanziamenti pubblici, oggi l’intera area è tristemente dimenticata e in cerca di un rilancio che tarda ad arrivare.
Il comprensorio sulla Statale 7 ospita ancora attori di primo piano nel panorama della ricerca e della formazione, tra cui l’ENEA, il CETMA, l’ITS Aerospazio e alcuni corsi universitari. Tuttavia, queste presenze importanti non bastano a colmare il vuoto lasciato da decenni di disimpegno e dalla mancanza di una visione strategica chiara. Le strutture fatiscenti, la carenza di manutenzione e una gestione lacunosa sono il triste epilogo di un’indifferenza che persiste.
Nonostante la Provincia di Brindisi detenga la maggioranza della proprietà, si registra una sconcertante assenza di impegni concreti in tal senso. Le “belle parole” spese in passato da esponenti del mondo universitario e della ricerca, così come gli impegni garantiti verbalmente dalla Regione Puglia, sono rimaste purtroppo prive di seguito.
La riqualificazione della Cittadella della Ricerca non è solo una questione di decoro, ma un investimento strategico per lo sviluppo economico, tecnologico e occupazionale del Brindisino e dell’intera regione. È tempo che le promesse lascino spazio ad azioni concrete per ridare vita a un’infrastruttura di tale importanza.



