Le abitudini delle giovani generazioni stanno subendo una trasformazione radicale, spesso accompagnata da mode e stili di vita che nascondono insidie profonde per il sistema cardiocircolatorio. A lanciare un focus puntuale su questo fenomeno è il Dott. Salvatore Distaso, cardiologo e referente dell’ANCE (Associazione Nazionale Cardiologi Extraospedalieri), che analizza l’impatto sulla salute di nuove e pericolose tendenze: dalle sigarette elettroniche agli energy drink, fino all’abuso di steroidi e alla spinta ossessiva della vigoressia.
1. Il fumo tecnologico: il falso mito delle sigarette elettroniche
Spesso percepite erroneamente come un’alternativa “inoffensiva” o un gioco rispetto alle bionde tradizionali, le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato rappresentano invece un cavallo di Troia per l’apparato cardiovascolare. L’inalazione di sostanze chimiche e nicotina determina un aumento repentino della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, favorendo fenomeni di vasocostrizione e infiammazione endoteliale precoce, anticamera di future patologie ischemiche anche in età giovanile.
2. Energy drink: la fiammata energetica che affatica il cuore
Molto diffusi tra i banchi di scuola, nelle palestre e durante le serate in compagnia, gli energy drink vengono consumati come bevande dissetanti o stimolanti per migliorare le performance mentali e fisiche. In realtà, l’altissima concentrazione di caffeina e altre sostanze eccitanti (come la taurina e il guaranà) può scatenare pericolose aritmie, crisi ipertensive e tachicardie inattese, mettendo a dura prova cuori giovani e talvolta predisposti a difetti di conduzione elettrica misconosciuti.
3. Mito della forma fisica e rischi estremi: steroidi e vigoressia
La pressione sociale legata all’estetica e alla performance corporea alimenta due facce della stessa medaglia: la vigoressia (o dismorfismo muscolare) e l’uso sregolato di steroidi anabolizzanti.
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La vigoressia spinge i giovani a un’attività fisica estenuante e a un controllo maniacale della dieta, generando stress psicofisico cronico.
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Quando a questo si associa l’assunzione di sostanze dopanti o steroidi, i danni sul cuore diventano drammatici: i.pertrofia ventricolare maladattativa, ipertensione severa, alterazioni del profilo lipidico con crollo del colesterolo buono (HDL) e un rischio esponenziale di infarto miocardico e morte cardiaca improvvisa, persino negli adolescenti o nei poco più trentenni.
Verso una nuova consapevolezza
Il richiamo del mondo cardiologico extraospedaliero (ANCE) è chiaro: occorre fare prevenzione attiva nei luoghi di aggregazione giovanili, nelle scuole e attraverso il dialogo medico-paziente. Riconoscere i segnali d’allarme e smontare i falsi miti legati a questi “falsi alleati” del benessere è il primo passo fondamentale per proteggere il cuore delle future generazioni.




