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Mesagne alla BIT di Milano: promozione dei “Tesori del Salento”, ma la Grande Mostra resta al palo

La città sarà presente alla Borsa Internazionale del Turismo all’interno della rete dei 12 Comuni brindisini. La decisione sugli eventi di rilievo slitta al post-elezioni.

Mesagne non rinuncia alla vetrina internazionale della BIT (Borsa Internazionale del Turismo) di Milano, ma quest’anno lo farà con un profilo diverso rispetto al recente passato. La città non disporrà di uno stand autonomo, ma sarà integrata nell’area dell’associazione “Tesori del Salento”, la rete che aggrega dodici Comuni della provincia di Brindisi per promuovere in modo sinergico le eccellenze del territorio.

La delegazione e gli obiettivi

All’appuntamento di martedì 10 febbraio, la città sarà rappresentata dal commissario prefettizio Giovanni Grassi. Il focus della missione milanese resta la valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico mesagnese, pilastri di un’offerta turistica che punta a consolidare i numeri degli ultimi anni.

Il “congelamento” della Grande Mostra 2026

La vera notizia, tuttavia, riguarda l’assenza di quello che era diventato l’appuntamento di punta della stagione culturale. A causa della mancanza di una Giunta politica, quest’anno non sarà possibile presentare la “Grande Mostra 2026”.

Sebbene la società organizzatrice, Micexperience Rete di Imprese, abbia già sottoposto alcuni progetti, la commissaria prefettizia Maria Antonietta Olivieri ha scelto la linea della prudenza. Dopo una valutazione tecnico-economica, la decisione è stata ufficialmente “congelata”: ogni iniziativa di tale portata è stata rinviata alla futura Giunta comunale che uscirà dalle urne nella prossima primavera.

Un futuro in attesa delle urne

Il rinvio segna una battuta d’arresto per quello che è stato il principale motore di attrazione turistica della città negli ultimi anni. Se da un lato Mesagne garantisce la sua presenza istituzionale nei circuiti che contano, dall’altro la programmazione dei grandi eventi resta sospesa in attesa che la nuova amministrazione politica possa riprenderne le fila e valutarne la sostenibilità.

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