Mesagne si prepara a onorare la Festa della Liberazione con un programma che unisce memoria storica e impegno civile, coinvolgendo le realtà associative del territorio in un percorso condiviso.
Anche quest’anno l’Amministrazione Comunale di Mesagne rinnova il suo impegno nel celebrare il 25 Aprile, la fondamentale ricorrenza della Festa della Liberazione d’Italia dal nazifascismo. L’iniziativa, nata dalla stretta collaborazione con l’ANPI Mesagne e l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (Sezione di Mesagne), si pone l’obiettivo di mantenere viva la fiamma della memoria democratica, sottraendola alla pura ritualità per trasformarla in riflessione presente.
Il titolo scelto per l’edizione 2026, “La Storia siamo noi! (nessuno si senta escluso)”, non è solo un omaggio alla celebre lirica d’autore, ma un invito esplicito alla cittadinanza attiva. L’idea portante è che la libertà e la democrazia non siano conquiste statiche, ma processi quotidiani che richiedono il contributo consapevole di ogni singolo cittadino.
La manifestazione si snoderà attraverso i luoghi simbolo del cuore antico di Mesagne, creando un legame fisico tra il passato e il presente: Piazza Orsini del Balzo: Centro nevralgico della vita cittadina e punto di partenza delle riflessioni. Il Corteo: Un breve ma significativo momento di cammino comune che, attraversando la suggestiva Porta Grande, collegherà le piazze al presidio culturale della città. L’Auditorium del Castello Normanno-Svevo: Sede degli approfondimenti storici e istituzionali.
A coronamento della giornata, il prato antistante il Castello Comunale ospiterà un gesto dal forte valore simbolico: la piantumazione dei papaveri. Il papavero, fiore simbolo del sangue versato per la libertà e della resilienza della natura, resterà a testimoniare l’impegno della comunità mesagnese nel coltivare — letteralmente e metaforicamente — i valori della Resistenza.
“Celebrare il 25 Aprile significa ricordare che la nostra libertà è figlia di scelte coraggiose. Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare, perché la Storia non è fatta solo dai libri, ma dai passi che decidiamo di compiere insieme oggi.”




