
Mesagne – Qualche giorno fa, una notizia ha scosso profondamente la nostra comunità: l’arresto di tre giovanissimi scoperti a confezionare dosi di droga. Un episodio che ci obbliga a guardare oltre l’apparenza di una “città dei sogni” e a confrontarci con una realtà ben più complessa. Questo evento ci rivela che lo spaccio e la criminalità non sono fantasmi del passato, ma fenomeni che purtroppo persistono, nascosti sotto la superficie.
Ancor più urgentemente, questo fatto ci spinge a riflettere sul perché una parte della realtà giovanile, in particolare quella adolescenziale, trovi rifugio nel fascino dell’illecito e nella formazione di “baby gang”.
Certamente, dietro a questi comportamenti si cela una fragilità di fondo. Fragilità che potrebbe derivare da un mondo adulto che si disinteressa dell’educazione alla civiltà e al buon senso, o da una crisi profonda della famiglia come luogo primordiale della socializzazione. Potrebbe anche essere il sintomo di una crisi relazionale che ci vede tutti “social” online, ma sempre più isolati e meno capaci di amicizia nella vita reale.
Le cause sono molteplici e complesse, e quelle elencate sono solo alcune delle possibili. Restano, tuttavia, interrogativi cruciali: chi è realmente disposto a prendersi a cuore i ragazzi e i giovani? Chi vuole veramente educare gli adolescenti alla civiltà? Chi è pronto a mettersi al loro fianco per camminare insieme verso una società di rispetto e pace?
Non possiamo più nasconderci dietro un quieto vivere illusorio, né possiamo accontentarci di mettere a posto la coscienza condannando questi giovani. Questi adolescenti non sono da condannare, ma da accompagnare. Non sono il nostro futuro, sono il nostro presente.
Gruppo Giovani Vicariale



