
Passano i decenni, cambiano le amministrazioni, ma la situazione dello stadio comunale “Alberto Guarini” resta una ferita aperta per lo sport mesagnese. Ieri è scattata l’ennesima chiusura della strada di accesso: le abbondanti piogge degli ultimi giorni hanno reso il percorso totalmente impraticabile, trasformando la via d’ingresso, l’area perimetrale e i parcheggi in un vero e proprio pantano.
Un’emergenza che dura da due decenni
È una storia che scriviamo da vent’anni e che non sembra conoscere la parola “fine”. Non si tratta solo di fango: lo stadio soffre di una carenza strutturale cronica che investe più fronti:
-
Viabilità e sicurezza: Manca una strada asfaltata e, soprattutto, manca l’illuminazione esterna. Durante la settimana, i genitori che accompagnano i figli agli allenamenti serali sono costretti ad attendere al buio, in condizioni di totale disagio e insicurezza.
-
Settore Ospiti e Pineta: Si attende ancora la costruzione di una via d’accesso dedicata alla tifoseria ospite. La pineta adiacente, che potrebbe essere un polmone verde per la zona, resta oggi un’area abbandonata e impraticabile.
-
Strutture interne: Se gli spogliatoi hanno ricevuto dei miglioramenti, il merito va alla società di calcio che se ne è fatta carico, sopperendo alle lacune pubbliche. Il terreno di gioco, invece, è ormai ai limiti della praticabilità.
Il rischio chiusura: scade la proroga FIGC
La situazione ha ormai raggiunto il punto di non ritorno. A fine anno scadrà la proroga concessa dalla FIGC: senza interventi strutturali urgenti, il rischio concreto è che lo stadio venga chiuso d’ufficio, privando la città della sua principale struttura calcistica.
Nulla è cambiato dal 2015
A corredo di questa denuncia ci sarebbe una foto scattata nel 2015, quando titolammo “Lo stadio della vergogna”. Fa male constatare che, a distanza di oltre dieci anni da quello scatto, quella definizione sia ancora tristemente attuale. Non è cambiato nulla, se non l’aggravarsi del degrado.



