Mentre lo Stato offre una via d’uscita con la Rottamazione Quinques, l’Ufficio Tributi di Mesagne sceglie l’immobilismo. Una scelta che sa di punizione, non di amministrazione.
Ci sono silenzi che non sono d’oro, ma di fango. Sono i silenzi di una Pubblica Amministrazione che, arroccata nei propri uffici, ignora deliberatamente le grida di aiuto di una cittadinanza allo stremo. Non è più tempo di giri di parole: l’atteggiamento dell’Ufficio Tributi del Comune di Mesagne è l’emblema di un’incuria che sconfina nell’indifferenza sociale.
In un periodo di crisi sistemica, la Rottamazione Quinques rappresentava una boccata d’ossigeno, un patto di tregua tra Stato e cittadini. Ma a Mesagne si è deciso di ignorare questa opportunità. Perché? Per pigrizia amministrativa? Per un malinteso senso di rigore fiscale che somiglia più a un accanimento?
Negare l’adesione a questa agevolazione fiscale significa, nei fatti, impedire a chi ha sbagliato o a chi non ce l’ha fatta di tornare a essere un cittadino virtuoso. È un corto circuito logico: si preferisce vantare crediti inesigibili sulla carta piuttosto che incassare il giusto e dare respiro alle famiglie.
Questa amministrazione sembra dimenticare che il suo compito è servire la comunità, non vessarla con l’immobilismo. L’indifferenza dell’Ufficio Tributi non è solo un disguido tecnico, è una colpa politica grave. Si nega la possibilità di “rendersi operosi nell’adempimento dei propri doveri”, spingendo chi è in difficoltà in un vicolo cieco di debiti e sanzioni.
“L’amministrazione della cosa pubblica non può essere un tribunale dell’inquisizione che ignora le soluzioni offerte dal legislatore nazionale.”
Questa è una pubblica denuncia di indignazione. Non accetteremo più che l’efficienza venga sbandierata solo nelle cerimonie, mentre nel segreto degli uffici tributari si alzano muri di gomma contro le necessità dei cittadini.
Mesagne merita un’amministrazione che sappia cogliere le opportunità di supporto fiscale, non una che si chiuda a riccio per negligenza o, peggio, per assoluta mancanza di empatia verso chi, con fatica, cerca di mettersi in regola.
Il silenzio è finito. Ora pretendiamo risposte.




