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MESSAPICA FILM FESTIVAL UN MODELLO CULTURALE GIUNTO ALL’ OTTAVA EDIZIONE

Dal 20 al 26 luglio a Mesagne il cinema internazionale incontra l’educazione all’immagine, la partecipazione dei giovani e il dialogo tra le culture. In concorso alcuni tra i film più significativi della stagione europea. Omaggio finale a Marjane Satrapi con “Persepolis”.

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi questa mattina a Mesagne presso un luogo ormai cult, il Piccolo Cinema Ken Loach, è stata presentata l’ ottava edizione del Messapica Film Festival.

Ideato e diretto da Floriana Pinto e promosso dall’associazione culturale Blue Desk, con il sostegno della Città di Mesagne e della Cooperativa Rinascita – Progetto SAI -, il MEFF è cresciuto fino a diventare un’esperienza che supera il tradizionale formato del festival. Durante l’intero anno, infatti, il progetto sviluppa attività nelle scuole, percorsi di alfabetizzazione audiovisiva, laboratori e iniziative che fanno del cinema uno strumento educativo e di inclusione sociale, trasformando il pubblico in una comunità attiva e consapevole. Un modello i cui risultati negli ultimi anni hanno attirato l’attenzione nazionale per la dialettica tra cultura, welfare educativo e partecipazione civica.

Anche quest’anno il cuore del festival sarà il Concorso Internazionale, ospitato ogni sera alle 20.45 nell’Atrio del Castello Normanno Svevo, con opere provenienti dai principali festival internazionali. Da Taipei a Gaza sei film diversi per provenienza geografica e linguaggio, accomunati dalla volontà di interrogare il presente attraverso storie che attorno alle donne parlano di diritti, memoria, identità, famiglia, migrazioni, relazioni e trasformazioni sociali.

In concorso saranno presentati: Tutto quello che resta di te di Cherien Dabis (Palestina); Giovani madri dei fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne (Belgio); La mia famiglia a Taipei di Shih-Ching Tsou (Taiwan); Sentimental Value di Joachim Trier (Norvegia); Familiar Touch di Sarah Friedland (Stati Uniti); L’anno nuovo che non arriva di Bogdan Mureșanu (Romania).

A decretare il miglior film sarà una giuria composta dalla regista Antonietta De Lillo, figura di spicco del cinema indipendente grazie al suo sguardo rigoroso, empatico e profondamente ancorato alla realtà sociale, dall’etnologo tedesco Ulrich Van Loyen antropologo e studioso di letteratura, docente all’Università di Tbilisi in Georgia e da Matteo Cocco direttore della fotografia noto a livello internazionale, pluripremiato dai David di Donatello agli European Film Awards. Tre figure provenienti da esperienze differenti e sensibili al valore culturale delle immagini.

L’ottava edizione si aprirà con un concerto tutto al femminile: Lunga vita allo spettacolo – Canti per raccontare, ricordare, denunciare.

Un repertorio articolato quello della francese Sylvie Genovese, della portoghese Juliana Azevedo e dell’Italiana Laura Giavon, che nasce attorno al pensiero musicale di Giovanna Marini e che si compone di brani originali, brani della Marini e di altri autori internazionali. Tre nazionalità, tre timbri che portano lingue, musiche e storie diverse, ma condividono una stessa urgenza di esprimere la condizione umana, sperimentando le alchimie tra le corde della voce e quelle delle chitarre.

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