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Nuova aggressione al Pronto soccorso: autore arrestato e rimesso in libertà

Domenica 20 settembre 2026 si è verificato un nuovo episodio di violenza ai danni del personale sanitario presso il Pronto Soccorso dell’ospedale “Perrino” di Brindisi. L’aggressione, avvenuta in mattinata, ha coinvolto due infermieri e altri operatori sanitari impegnati nelle attività di assistenza ai pazienti. A denunciare l’accaduto è l’Opi (Ordine delle professioni infermieristiche) di Brindisi.

I dettagli dell’episodio e le conseguenze

  • L’intervento delle forze dell’ordine: L’autore dell’aggressione, un giovane residente nella provincia di Brindisi, è stato prontamente arrestato dai carabinieri con le accuse di lesioni, minacce, resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. Su disposizione del pubblico ministero di turno, l’uomo è stato successivamente rimesso in libertà.

  • La situazione nei reparti: Secondo quanto evidenziato dall’Opi, questo episodio rappresenta il quinto caso registrato nelle ultime settimane all’interno del presidio, dopo quelli già avvenuti nei reparti di Psichiatria, Ortopedia, Pneumologia e Centro Ustioni.

La presa di posizione dell’Opi Brindisi

L’Ordine professionale ha espresso totale solidarietà e vicinanza ai colleghi coinvolti, ribadendo l’impegno a fornire supporto e tutela legale agli iscritti vittime di simili atti.

La presidente dell’Opi Brindisi, Paola De Biasi, ha dichiarato con fermezza:

“Non è più possibile considerare insulti, minacce e aggressioni fisiche come una componente della professione sanitaria. Chi lavora in ospedale deve poter assistere i pazienti in condizioni di sicurezza e senza il timore di essere aggredito. Non vogliamo limitarci a contare le aggressioni dopo che sono avvenute: servono misure per prevenirle.”

Alla luce di questa escalation, l’Opi ha rivolto una richiesta urgente alla direzione strategica della Asl affinché adotti misure concrete, efficaci e verificabili per la sicurezza del personale, tra cui:

  • Il rafforzamento della vigilanza nelle aree più a rischio;

  • Procedure di intervento tempestive;

  • Un sistema strutturato di prevenzione e

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