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Sara Scalera, da Mesagne a Parigi passando per Venezia: la regista farmacista che incanta la critica.

MESAGNE – Farmacista di giorno, regista di notte. Un’ambivalenza che da un lato stupisce e dall’altro affascina, come sanno fare solo le storie rare e autentiche. È il percorso di Sara Scalera, trentottenne originaria di Mesagne, tra le protagoniste dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Proprio in occasione della celebre kermesse lagunare, la cineasta ha presentato “Puca”, il suo ultimo cortometraggio, raccogliendo un eccezionale riscontro da parte di pubblico e critica. Tra i nuclei narrativi dell’opera spiccano le sfumature dell’adolescenza e, soprattutto, l’intimo legame con il mare — un elemento identitario fortissimo, come la stessa regista ha sottolineato nel corso di un’intervista.

Il dialogo non può che scorrere sul filo del telefono: da circa un anno, infatti, Sara si è trasferita a Parigi. La capitale francese, polo d’attrazione irrinunciabile per i talenti creativi, è diventata la sua nuova casa. Lì indossa quotidianamente il camice da farmacista; poi, a fine giornata, ritrova la cinepresa per coltivare una passione mai sopita, vivendo quasi sospesa tra due mondi paralleli.

Da una parte c’è l’universo luccicante del Cinema, dall’altra quello della quotidianità e della gente comune — proprio quella gente che rappresenta, per lei, la fonte d’ispirazione più vera. Un dualismo profondo che alimenta visioni cinematografiche autentiche, costantemente radicate nella “vita vissuta”.

Un cammino artistico iniziato da lontano: già nel 2019 Sara Scalera aveva firmato la direzione artistica della sua prima opera, ponendo le basi per un percorso di crescita e ricerca visiva che oggi, tra le strade di Parigi e i riflettori di Venezia, continua a portare in alto il nome della sua amata Mesagne.

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