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STP Brindisi, scure sul bilancio: maxi-risarcimento da un milione di euro

Una sentenza destinata a fare giurisprudenza, ma soprattutto a scuotere le fondamenta finanziarie della STP (Società Trasporti Pubblici) di Brindisi. Dopo nove lunghi anni di battaglie legali, la Corte di Cassazione ha messo il punto finale sulla vicenda che vedeva contrapposti l’azienda e il dipendente Antonio Esperte, noto sindacalista della Uil ed ex consigliere comunale di Mesagne.

I giudici della Suprema Corte hanno confermato l’illegittimità del licenziamento, disponendo non solo il reintegro immediato del lavoratore nel suo posto di lavoro, ma anche un risarcimento milionario che rischia di mandare in crisi i conti della società partecipata.

I numeri del verdetto

La sentenza è pesantissima: la STP dovrà corrispondere ad Esperte tutti gli stipendi arretrati maturati dal momento dell’allontanamento forzato fino ad oggi. Tra retribuzioni, contributi previdenziali, interessi e spese legali, la cifra complessiva supera il milione di euro.

Un esborso che cade come un macigno su una società di trasporto pubblico che, come molte consorelle, opera in un contesto di bilanci già estremamente delicati e legati ai trasferimenti degli enti soci (Provincia e Comune di Brindisi).

Se da un lato la sentenza rappresenta una vittoria totale per Antonio Esperte, che vede riconosciuti i propri diritti dopo quasi un decennio di incertezza, dall’altro si apre un fronte di crisi gestionale per la STP. Diverse fonti interne ed esponenti politici locali hanno già espresso forte preoccupazione per le “pesanti ripercussioni economiche” che il risarcimento potrebbe produrre.

Il rischio concreto è che la società debba procedere a una variazione di bilancio straordinaria, sottraendo risorse precedentemente destinate al potenziamento dei servizi o al rinnovo del parco mezzi, pur di far fronte al debito contratto a seguito della sentenza definitiva.

Una vicenda lunga 9 anni

La controversia, iniziata nel 2015, ha attraversato tutti i gradi di giudizio. Al centro della disputa, le motivazioni che portarono la STP a interrompere il rapporto di lavoro con il sindacalista mesagnese, motivazioni che la Cassazione ha infine giudicato infondate, sancendo il diritto del dipendente a tornare in servizio con il pieno riconoscimento del danno subìto.

Nei prossimi giorni si attende una nota ufficiale dal Consiglio di Amministrazione della STP per capire come l’azienda intenda assorbire questo colpo economico e quali saranno le strategie per salvaguardare la stabilità operativa dei trasporti brindisini.

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