
ROMA / MESAGNE – Ci sono luoghi dove il tempo sembra scorrere più lentamente, dove le pareti bianche di un ospedale possono pesare come macigni e dove un raggio di sole non sempre riesce a filtrare tra le preoccupazioni. Uno di questi è il San Raffaele di via della Pisana, a Roma, una struttura che accoglie tanti pazienti, tra cui molti bambini che affrontano lunghe degenze, spesso lontani da casa e dagli affetti più cari.
Proprio qui, nei giorni scorsi, la solidarietà ha preso la forma di un “naso rosso” e di un sorriso sincero, grazie a un’iniziativa che ha visto protagonista un pezzo di Mesagne trapiantato nella Capitale.
Tra autorità e nasini rossi
Erminio Caputo, mesagnese d’origine e romano d’adozione, conosciuto per la sua profonda umanità, ha preso parte a una visita speciale dedicata ai piccoli pazienti. Insieme a lui, per portare un momento di leggerezza e vicinanza istituzionale, erano presenti il Questore di Roma, Roberto Massucci, e altre autorità cittadine.
L’obiettivo è stato semplice quanto potente: rompere la monotonia dei giorni di cura con la magia del gioco, del colore e delle risate. Indossando i panni della gioia, Erminio e le autorità hanno incontrato i ragazzi, trasformando per qualche ora i corridoi del reparto in un palcoscenico di “incanti e rituali” capaci di restituire un pizzico di infanzia a chi sta lottando per la salute.
Il valore di un gesto
In un contesto dove spesso i parenti non possono essere presenti costantemente, la figura dei volontari e di chi, pur ricoprendo ruoli istituzionali, decide di mettersi in gioco personalmente, diventa fondamentale. Erminio Caputo ha confermato ancora una volta quel “cuore d’oro” che le sue radici mesagnesi portano con sé: un mix di generosità e spirito di servizio che non dimentica chi è rimasto indietro o chi sta vivendo un momento di fragilità.
Portare un po’ di respiro, un batticuore positivo e tanta luce: questa è stata la missione al San Raffaele. Una missione compiuta nel segno della solidarietà più pura, quella che non chiede nulla in cambio se non il sorriso di un bambino.



