MESAGNE – Una serata all’insegna dei ricordi e delle emozioni quella vissuta ieri presso l’auditorium del castello, dove l’ex vigile urbano Giuseppe Tortorella ha presentato il suo ultimo libro dal titolo emblematico: “Volevo una vita tranquilla”.
L’incontro è stato introdotto dai saluti istituzionali della commissaria prefettizia, Maria Antonietta Oliveri, e del comandante della Polizia Locale, Antonio Ciracì, che hanno fatto gli onori di casa davanti a una platea attenta.
Un viaggio attraverso una vita vissuta per la comunità
Sollecitato dalle domande del giornalista Cosimo Saracino e del direttore Giuseppe Messe, Tortorella ha ripercorso le tappe fondamentali della sua esistenza, intrecciando la sfera privata con quella pubblica. Il racconto è partito dalle radici: la famiglia, la formazione giovanile e le prime esperienze nel mondo associativo all’ombra della Parrocchia di Santa Maria, guidata dall’indimenticato don Saverio Martucci.
I volti e la storia di Mesagne
Il libro, e di riflesso la serata, è diventato un mosaico di figure storiche mesagnesi. L’autore ha dedicato passaggi toccanti a:
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Ermes De Mauro e il primo comandante Umberto Bilancini, figure chiave per la sua crescita.
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I colleghi scomparsi, Angelo Morleo ed Enzo Passante, ricordati con sincera commozione.
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Il ruolo della Polizia Locale, pilastro fondamentale anche nei periodi più bui e complessi che la città di Mesagne ha dovuto attraversare.
Oltre la divisa: il volontariato e lo sport
Non è mancato il racconto delle passioni che hanno animato Tortorella al di fuori del servizio attivo: dagli anni pionieristici di Radio Libera 102 all’instancabile impegno nel volontariato, fino alla sua recente e appassionata incursione nel mondo del basket.
Una “vita tranquilla” solo nel titolo, dunque, perché quella di Giuseppe Tortorella si è rivelata essere una vita densa, dinamica e profondamente legata al tessuto sociale della sua terra.
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