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Beni confiscati a Mesagne: Confcooperative Puglia chiede la revoca del bando

Confcooperative Puglia ha richiesto formalmente al Comune di Mesagne la revoca dell’avviso pubblico per l’assegnazione dei terreni confiscati in Contrada Canali. Nonostante il rifiuto dell’Amministrazione di ritirare l’atto, l’associazione si dice pronta a ricorrere agli organi preposti per garantire il rispetto delle finalità di legge.

Il nodo centrale della controversia riguarda la durata della concessione, fissata dal Comune a soli tre anni senza possibilità di rinnovo. Secondo Confcooperative, tale tempistica rende il progetto del tutto fallimentare per diversi motivi:

  • Antieconomicità: Tre anni non permettono di ammortizzare gli investimenti iniziali necessari alla preparazione dei suoli.

  • Limiti agricoli: In un arco temporale così breve sono praticabili solo colture stagionali (come grano o ceci), escludendo interventi strutturali di valorizzazione.

  • Mancanza di impatto sociale: La brevità del contratto impedisce la creazione di percorsi di inclusione, didattica e welfare rigenerativo, obiettivi cardine del riutilizzo dei beni sottratti alle mafie.

“I beni confiscati devono produrre ricchezza sociale e legalità, non solo una mera coltivazione temporanea,” ha dichiarato Stefania Pasimeni, presidente di Confcooperative Brindisi, sottolineando come il bando attuale scoraggi la partecipazione di soggetti qualificati.

Il presidente regionale, Giorgio Mercuri, ha concluso reiterando la richiesta di un tavolo di confronto con Comuni ed Enti per definire strategie di gestione condivise e di lungo periodo.

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