MESAGNE – Un indirizzo che cambia anima, un immobile che da simbolo di prevaricazione diventa presidio di speranza. Ieri, in Via G. Trono 53, la comunità di Mesagne ha vissuto un momento di altissimo valore civile: l’inaugurazione della nuova sede dell’Auser “Vito Marchionna”. Il taglio del nastro non ha rappresentato solo l’apertura di un ufficio, ma la vittoria dello Stato e della cittadinanza attiva su un bene sottratto alla criminalità organizzata.
Alla cerimonia, svoltasi in un clima di forte commozione e partecipazione, hanno preso parte le massime autorità civili e militari, a testimonianza di quanto il riutilizzo dei beni confiscati sia un pilastro della lotta alle mafie.
Il confronto pubblico ha visto gli interventi di Maria Antonietta Olivieri, Commissario Straordinario della Città di Mesagne; On. Toni Matarrelli, Presidente del Consiglio della Regione Puglia; On. Mauro D’Attis, Vice Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia; Paola Maria Bianca Schettini, Vice Prefetto Vicario; Antonio Magrì, Presidente di Auser Mesagne.
Dalle parole dei relatori è emerso un messaggio univoco: la legalità non può restare un concetto astratto o un esercizio di retorica. Essa si fa concreta quando le mura che un tempo appartenevano al malaffare vengono restituite alla gente per ospitare servizi, assistenza e inclusione.
Il Presidente di Auser Mesagne, Antonio Magrì, ha accolto i presenti sottolineando come questa nuova sede sia destinata a diventare la “casa della solidarietà”. Uno spazio aperto e accogliente, dove il volontariato potrà operare per ricucire legami sociali, offrire supporto agli anziani e promuovere nuove forme di partecipazione democratica.
“Oggi dimostriamo che lo Stato non solo toglie a chi ha sbagliato, ma restituisce con gli interessi alla comunità. Questa sede è un luogo dove immaginare un futuro diverso, costruito sulla condivisione e sul mutuo soccorso.”
La scelta di intitolare la sede a Vito Marchionna rafforza il legame con la memoria del territorio, trasformando un luogo “chiuso” in un centro propulsore di vita sociale. La presenza numerosa dei cittadini e dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine ha confermato che Mesagne è un terreno fertile per la cultura della responsabilità, dove ogni bene confiscato e riutilizzato rappresenta una pietra miliare nel percorso di riscatto del territorio.
Da oggi, Via G. Trono 53 non è più un punto sulla mappa della cronaca giudiziaria, ma il cuore pulsante di un’associazione che fa dell’inclusione la sua missione quotidiana.




