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“Un Centro di Assistenza Urgenza a Mesagne per salvare il Pronto Soccorso di Brindisi”

 

  • Al Direttore Generale della ASL di Brindisi

    Avv. Stefano Rossi

  • Ai Parlamentari Brindisini

    On. Mauro D’Attis

    On. Claudio Stefanazzi

Premessa: La situazione del Pronto Soccorso di Brindisi e la necessità strategica

Il sistema di emergenza-urgenza del territorio brindisino versa in una condizione di fortissima sofferenza. Le interminabili attese al Pronto Soccorso dell’Ospedale “Perrino” di Brindisi, il cronico sovraffollamento e il conseguente disagio per pazienti e personale sanitario impongono interventi immediati e non più rinviabili.

Un’analisi dei flussi evidenzia come un’alta percentuale degli accessi sia rappresentata da codici bianchi e verdi (bisogni di salute non urgenti o a bassa complessità). Questa fascia di utenza, pur richiedendo assistenza rapida, finisce per intasare la struttura dell’emergenza principale, sottraendo risorse preziose alle patologie tempo-dipendenti.

L’attivazione di un servizio analogo ai Centri di Assistenza Urgenza (CAU) non è una semplice idea suggestiva, ma una necessità strategica per decongestionare il “Perrino”. Tecnicamente la strada è ampiamente percorribile, ma richiede una forte azione sinergica tra la politica regionale e la dirigenza della ASL di Brindisi per sfruttare appieno i fondi del PNRR e ridisegnare la medicina territoriale.

Il PTA ex Ospedale “De Bellis” di Mesagne come “Scudo” Territoriale

Il comune di Mesagne parte già da un’ottima base: il suo Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) presso l’ex ospedale “De Bellis” è una realtà solida che ospita eccellenze come l’Ospedale di Comunità e un modernissimo Hospice per le cure palliative.

La sfida, ora, è compiere il passo successivo: fare del PTA di Mesagne il primo vero “scudo” e filtro d’accesso diretto per i codici minori (bianchi e verdi) a supporto della rete ospedaliera di Brindisi.

Per passare dalle intenzioni ai fatti, è necessario agire su due livelli paralleli:

1. Cosa deve fare la Politica Regionale: Riforme e Contratti

Il limite principale per l’attuazione dei CAU non è strutturale, ma contrattuale e organizzativo. La politica regionale non può limitarsi a inaugurare nuove strutture, ma deve sbloccare la gestione del personale dando gambe finanziarie e normative al modello del PNRR:

  • Riforma della medicina territoriale: Definire un nuovo accordo integrativo regionale che consenta un’integrazione reale ed efficace tra i Medici di Medicina Generale (MMG) e i medici di continuità assistenziale (guardia medica).

  • Incentivi e contratti attrattivi: Garantire una massiccia immissione di personale e contratti flessibili che favoriscano il lavoro in team all’interno del PTA, evitando che le strutture riqualificate rimangano scatole vuote.

2. Cosa deve fare la Dirigenza ASL Brindisi: L’Organizzazione Pratica

Al management aziendale spetta il compito di rendere operativa la struttura e trasformarla in un punto di riferimento per l’assistenza primaria urgente:

  • Creazione del team misto ad accesso diretto: Organizzare medici di base e medici di guardia affinché facciano squadra all’interno del PTA, garantendo una continuità assistenziale diurna ad accesso diretto per i cittadini.

  • Potenziamento della diagnostica di base: Dotare la struttura di Mesagne dei servizi minimi di supporto indispensabili per far funzionare un centro d’urgenza a bassa complessità (radiologia tradizionale, ecografie e laboratori per analisi del sangue rapide – POCT).

L’Appello alle Istituzioni e ai Rappresentanti del Territorio

Rivolgo questa lettera aperta a Voi con la profonda convinzione che la tutela del diritto alla salute richieda visione strategica e determinazione politica.

  • Al Direttore Generale, Avv. Stefano Rossi: Chiedo di avviare con sollecitudine lo studio di fattibilità e il piano operativo per l’integrazione del CAU all’interno del PTA “De Bellis” di Mesagne.

  • Agli Onorevoli Mauro D’Attis e Claudio Stefanazzi: Chiedo un impegno corale nel promuovere e sostenere questa misura presso le sedi regionali e ministeriali competenti, garantendo l’allocazione e il corretto utilizzo dei fondi del PNRR destinati al potenziamento della medicina di prossimità.

Il PTA di Mesagne ha tutte le carte in regola per diventare il primo baluardo a tutela della sanità brindisina. Senza una riforma dei contratti e un immediato potenziamento del personale, questo potenziale rischia tuttavia di rimanere inespresso. La salute dei cittadini dipende dalla velocità e dalla concretezza di questa svolta.

Distinti saluti,

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