Liste d’attesa, il “miraggio” pugliese
BRINDISI – Mentre dai palazzi della Regione Puglia rimbalzano rassicurazioni sull’abbattimento delle liste d’attesa, definito come “obiettivo prioritario”, la realtà quotidiana dei pazienti brindisini racconta una storia diametralmente opposta. L’ultimo caso emblematico arriva dal reparto di Pediatria dell’Ospedale Perrino, dove un Day Service programmato per una bambina è stato improvvisamente annullato e posticipato a data da destinarsi… o meglio, a settembre.
La doccia fredda via messaggio
Una coppia di genitori, che attendeva con ansia l’appuntamento del 23 febbraio per la propria figlia, si è vista recapitare una comunicazione che lascia poco spazio all’immaginazione. Il motivo? La cronica carenza di personale.
“A causa della carenza di personale […] la prenotazione sarà riprotetta presso altra struttura… Qualora decida comunque di voler mantenere la prenotazione presso questa UOC, le daremo la prima data disponibile”.
La “prima data disponibile” comunicata pochi minuti dopo ha del clamoroso: 21 settembre. Sette mesi di attesa aggiuntiva per una prestazione che era già stata programmata.
Due anni senza controlli: il paradosso della continuità assistenziale
Il dato più allarmante riguarda la tempistica complessiva: la piccola paziente ha effettuato l’ultimo controllo nel settembre 2024. Se i genitori dovessero accettare la nuova data, intercorrerebbero due anni esatti tra un Day Service e l’altro. Un lasso di tempo inaccettabile, specialmente in ambito pediatrico dove la prevenzione e il monitoraggio costante sono vitali.
Inaccettabile è stata giudicata dai genitori anche la proposta di “riprotezione” presso altre strutture. Per una bambina seguita da anni dallo stesso staff medico, essere spostata altrove significa perdere la continuità assistenziale: trovarsi di fronte a medici che non conoscono lo storico clinico del caso non è una soluzione, ma un ripiego che mina la qualità della cura.
Dalle promesse ai fatti (mancati)
Il caso del Perrino solleva nuovamente il velo sulla gestione della sanità pugliese. Nonostante i proclami della presidenza regionale sulla riduzione dei tempi d’attesa, le famiglie si scontrano con reparti in affanno e direzioni aziendali costrette a “iniziative d’emergenza” che, nei fatti, penalizzano l’utente finale.
Cosa ne è del diritto alla salute se un Day Service programmato svanisce per carenza d’organico? Una domanda che, al momento, riceve come unica risposta uno slittamento di oltre duecento giorni sul calendario.




