Si è tenuto ieri, presso l’atrio della scuola “Rodari”, un importante incontro di formazione e sensibilizzazione dedicato al tema dell’epilessia. L’evento ha visto come protagonista l’Istituto Comprensivo Cappuccini di Brindisi, scuola capofila sulla salute, in una sinergia vincente con l’associazione “Emotiva…mente” di Mesagne.
L’iniziativa, intitolata “La scuola non ha paura delle crisi”, nasce dalla volontà di abbattere i pregiudizi legati a questa patologia e migliorare la qualità della vita degli studenti, garantendo loro un ambiente sicuro e inclusivo.
Un impegno comune per l’inclusione
Il successo dell’incontro è stato reso possibile grazie alla sensibilità della Dirigente Scolastica, la Prof.ssa Rosetta Carlino, e al lavoro di coordinamento della referente alla salute, Elisabetta De Iudicibus. L’associazione “Emotiva…mente”, da anni impegnata nel territorio brindisino, ha portato la propria esperienza per trasformare la scuola in un luogo dove l’accoglienza va di pari passo con la preparazione scientifica.
Formazione scientifica contro lo stigma
L’incontro ha coinvolto i docenti delle scuole primarie “Rodari” e “Scivales” e delle scuole dell’infanzia “Balsamo”, “Cervellati” e “Pizzigoni”. La sessione è stata guidata dalla Dott.ssa Marisa Elia, neurologa pediatra, che ha affrontato il tema sotto il profilo medico-scientifico.
I punti chiave emersi durante il dibattito:
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Contrasto alla discriminazione: L’epilessia non è solo una condizione medica, ma una patologia che spesso porta con sé esclusione sociale a causa della disinformazione.
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Il ruolo della cultura: Educare il corpo docente significa fornire gli strumenti per gestire le crisi con lucidità e senza timore.
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La scuola come presidio: Essendo il luogo dove i ragazzi trascorrono la maggior parte del tempo, la scuola ha il doppio compito di educare e salvaguardare la salute degli alunni.
“L’obiettivo principale è garantire la sicurezza fisica e psicologica dei ragazzi, affinché nessuno venga lasciato indietro.” — Responsabili di Emotiva…mente
Conclusioni
L’iniziativa conferma l’importanza della collaborazione tra istituzioni scolastiche e associazionismo. Formare i docenti significa, di fatto, rendere la scuola una comunità più consapevole e pronta a rispondere con competenza alle sfide della salute, eliminando le barriere del pregiudizio.




