MESAGNE/LATIANO – Una notte di caos e adrenalina quella tra mercoledì e giovedì 29 gennaio, conclusasi con un inseguimento a folle velocità e il recupero di un ingente bottino. Una banda composta da quattro individui ha preso di mira due tabaccherie tra Mesagne e Latiano, venendo però intercettata dalla sinergia tra le guardie giurate Rangers e la Polizia di Stato.
Il primo colpo a Mesagne
Tutto ha avuto inizio alle 3:50, quando il sistema d’allarme della Ricevitoria n°9 in via Torre Santa Susanna, a Mesagne, ha segnalato un’intrusione alla centrale operativa dei Rangers. I malviventi, agendo con estrema violenza, hanno utilizzato delle mazze per sfondare la vetrata d’ingresso. Nonostante l’arrivo tempestivo di una pattuglia, i ladri sono riusciti a dileguarsi dopo aver arraffato numerosi pacchi di sigarette e Gratta e Vinci.
Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Mesagne, guidati dal vice questore Giuseppe Massaro. Grazie alla visione immediata delle immagini di sorveglianza, è stato possibile identificare il veicolo utilizzato per la fuga: una Fiat Punto con quattro persone a bordo.
Mentre erano in corso i rilievi, una seconda segnalazione è giunta da Latiano: la banda aveva colpito ancora, questa volta in una tabaccheria di via della Libertà.
L’inseguimento e il ritrovamento
Gli agenti, intuendo la via di fuga dei sospettati, si sono appostati sulla strada secondaria che collega i due comuni. All’incrocio con l’auto segnalata è scattato l’inseguimento. Sentendosi braccati, i malviventi hanno abbandonato la vettura nelle campagne circostanti, dileguandosi nel buio pesto della notte.
All’interno della Fiat Punto — risultata rubata poco prima a una donna di Mesagne ancora ignara del furto — la Polizia ha rinvenuto:
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L’intera refurtiva (tabacchi e biglietti della lotteria istantanea).
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Attrezzi da scasso e mazze.
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Tracce ematiche, segno che uno dei banditi potrebbe essersi ferito durante la spaccata.
Stato delle indagini: Gli inquirenti stanno ora incrociando i dati dei fotogrammi acquisiti con i rilievi scientifici effettuati sull’auto. Le tracce di sangue potrebbero rivelarsi decisive per dare un nome ai componenti della banda, che potrebbero avere ormai le ore contate.




