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BARLETTA – VIRTUS MESAGNE: 56 – 86

Dominio gialloblù a Barletta. La Virtus Mesagne sfodera una prestazione corale di altissimo livello, espugnando il parquet barese con un distacco di ben 30 punti e confermando l’ottimo stato di forma del roster di Coach Davide Olive.

Il Tabellino Finale

BARLETTA – VIRTUS MESAGNE: 56 – 86 (Parziali: 20-12 / 7-24 / 11-32 / 18-18)

Le Formazioni

  • BARLETTA: Guadagno 4, Auricchio, La Macchia 13, Bolzoni 10, Falcone, Serino 14, Doronzo, Albino 2, Fadel Lo 3, Carbone, Suraci 8, Gambarota 2. All. Scoccimarro.

  • VIRTUS MESAGNE: Idrissou 4, Meroza 8, Piscitelli 5, Fouce 12, Divac 2, Berdynchevskyi 4, Giuri 11, Cito 4, Pecere 2, Coppola 13, Azzaro 20, Bangu 1. All. Olive.

📈 L’Analisi della Gara

Dallo shock iniziale al dominio

L’avvio è stato tutto di marca Barletta: Bolzoni e Serino hanno sorpreso una Virtus inizialmente “spaesata”, chiudendo il primo quarto avanti di 8 lunghezze. Tuttavia, la scossa è arrivata prontamente nella seconda frazione. Grazie alle triple di Giuri e all’impatto devastante di Azzaro, i mesagnesi hanno piazzato un parziale di 24-7 che ha ribaltato l’inerzia del match prima dell’intervallo lungo.

Il colpo del KO e la linea verde

Al rientro in campo, non c’è stata storia: guidata dal capitano Fouce, la Virtus ha spinto sull’acceleratore toccando il +30. Notevoli le prestazioni in “doppia-doppia” (punti e rimbalzi) dei due lunghi:

  • Azzaro: 20 punti e 10 rimbalzi.

  • Coppola: 13 punti e 14 rimbalzi.

Nel finale, Coach Olive ha dato spazio ai giovanissimi Meroza, Cito e Pecere, che hanno risposto presente mantenendo alto il ritmo e contribuendo a portare tutti i giocatori a referto, un segnale di grande salute del gruppo.

🌟 Le Note Positive

  1. Prova di Forza: Reagire a un primo quarto difficile vincendo i successivi tre con parziali netti dimostra maturità.

  2. Tutti a Referto: Il fatto che ogni giocatore entrato in campo abbia segnato è il miglior complimento possibile al lavoro di squadra.

  3. I Nuovi e i Giovani: Positivo l’esordio di Divac e la gestione del finale da parte degli “under”.

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