15 49.0138 8.38624 1 1 4000 1 https://www.mesagne.tv 300 true

Caso “Guarini”: Mesagne fuori dal Torneo delle Regioni. Una ferita aperta per lo sport cittadino

MESAGNE – La notizia era nell’aria, ma la conferma ufficiale arrivata con la pubblicazione dei calendari della 62ª edizione del Torneo delle Regioni ha il sapore amaro dell’ennesima occasione persa. Mesagne, inizialmente inserita tra le sedi di gara per il prestigioso evento calcistico giovanile nazionale (in programma dal 28 marzo al 3 aprile 2026), è stata ufficialmente esclusa dal programma.

Il motivo dell’esclusione: cronaca di un declino annunciato

Sebbene non ci sia un comunicato che punti esplicitamente il dito contro le singole criticità, è evidente che il dietrofront della LND Puglia sia legato alle condizioni dello stadio “Alberto Guarini”. La struttura di contrada Tagliata, pur essendo il principale tempio del calcio mesagnese, continua a mostrare i segni di un abbandono che dura da quasi vent’anni.

Le recenti immagini dell’ingresso spogliatoi trasformato in un acquitrino e i cronici problemi di drenaggio e stabilità della falesia (che lambisce anche le aree di accesso allo stadio) hanno pesato come macigni sulla valutazione dei vertici federali. Per un evento che porta in Puglia oltre duemila persone tra atleti, scout e dirigenti, servivano standard di accoglienza e sicurezza che oggi il “Guarini” non può garantire.

Vent’anni di “promesse” e un futuro da decidere

L’indignazione che corre tra le associazioni sportive e i cittadini non è solo legata al singolo evento cancellato, ma a una gestione politica che, a prescindere dal colore delle amministrazioni succedutesi, non ha mai trovato una soluzione definitiva.

  • Manutenzioni “tampone”: interventi sporadici che non hanno mai risolto il problema alla radice.

  • Mancata visione: l’assenza di un progetto di riqualificazione strutturale che rendesse lo stadio un polo d’eccellenza.

Il bivio elettorale di maggio

Con le elezioni comunali del 24 e 25 maggio alle porte, il tema dello sport e delle infrastrutture diventa centrale. La domanda che la città pone alla futura classe dirigente è tanto semplice quanto brutale: lo stadio continuerà a essere una “palla al piede” o diventerà finalmente una risorsa? I giovani atleti mesagnesi meritano una risposta che non sia l’ennesimo rinvio di altri vent’anni.

Precedente
Successivo