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Castello di Mesagne, corsa contro il tempo per 3 milioni di euro: riaperto il bando regionale

MESAGNE – Una corsa contro l’orologio per non perdere un treno da 3 milioni di euro. È quella che sta affrontando in queste ore il Comune di Mesagne per intercettare i fondi destinati alla valorizzazione del suo gioiello più prezioso: il Castello Normanno-Svevo. Dopo mesi di preoccupante silenzio, lo scorso 24 febbraio la commissaria prefettizia Maria Antonietta Olivieri ha finalmente deliberato l’atto d’indirizzo per partecipare al bando di rigenerazione culturale.

Il Progetto: “Il Museo va in scena”

Il piano ambizioso porta il titolo “Il Museo va in scena. Laboratori di storia e archeologia al Castello di Mesagne”. L’obiettivo è trasformare il maniero in un polo culturale dinamico, dove la conservazione dei reperti si sposa con la didattica attiva e la messa in scena della storia, rendendo l’archeologia un’esperienza immersiva per cittadini e turisti.

Il rischio del “Bando a sportello”

Nonostante la delibera sia arrivata, la sfida resta ardua. Il finanziamento regionale segue la modalità del “bando a sportello”: questo significa che i fondi vengono assegnati in base all’ordine cronologico di arrivo delle domande fino a esaurimento delle risorse. Essendo il bando già in corso e prossimo alla scadenza entro la fine di questo mese, Mesagne deve fare i conti con due variabili critiche:

  1. I tempi tecnici: Restano pochissime settimane per redigere e protocollare il progetto di fattibilità tecnico-economica.

  2. La concorrenza: Molti altri Comuni pugliesi hanno già inoltrato le loro candidature, riducendo potenzialmente il plafond dei 3 milioni inizialmente disponibili.

Un auspicio per la comunità

Il rischio che il finanziamento sfumi per un ritardo burocratico è concreto, ma la delibera della Commissaria ha riacceso la speranza. Gli uffici tecnici sono ora chiamati a un lavoro straordinario per garantire che la pratica venga protocollata in Regione prima che il “tesoretto” si esaurisca. Per Mesagne, perdere una cifra simile significherebbe rinunciare a un’occasione storica di ammodernamento del proprio polo museale.

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