Una luce in fondo al tunnel per migliaia di agricoltori pugliesi. Forse ci siamo. La Regione Puglia sta stringendo i tempi su una misura che potrebbe cancellare, in un colpo solo, il famigerato tributo 630 per il decennio che va dal 2013 al 2023. Dieci anni di scartoffie, ricorsi e tensioni che rischiano di finire dritti nel cestino.
La mossa della svolta è arrivata direttamente dall’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli. Il piano è chiaro: usare una parte dei 300 milioni di euro del secondo piano di rigenerazione (risorse ancora in attesa di finanziamento) per azzerare il debito dei cittadini. L’annuncio è arrivato durante un faccia a faccia, a tratti teso, con i comitati e le associazioni agricole del territorio.
Per chi vive di terra, il codice “630” è un incubo quotidiano. Una tassa considerata ingiusta, piovuta su proprietari e agricoltori a fronte di servizi spesso ritenuti inesistenti o inadeguati. Da anni le campagne pugliesi sono in rivolta, tra sit-in e vie legali.
Ora la Regione prova a metterci una pezza. I soldi ci sarebbero, la volontà politica sembra esserci. Manca l’ultimo miglio: lo sblocco effettivo dei fondi. Per il mondo agricolo locale sarebbe una boccata d’ossigeno vitale. Resta la prudenza, d’obbligo in questi casi. Ma la strada è tracciata.




