MESAGNE – Ci ha fatto un certo effetto, domenica sera, incrociare i loro sguardi tra le tribune del palazzetto dello sport di via Udine. Non perché non fossimo abituati a vederli lì, anzi: le sagome di Domenico Ciracì e Alfredo Carrone le ricordiamo bene mentre correvano sul parquet, sudando e lottando con la maglia della Virtus, la società che li ha visti crescere e farsi uomini.
Eppure, l’altra sera, il colpo d’occhio era diverso. Niente canotta numerata o scarpe da basket, ma la divisa della Polizia di Stato. Ieri talenti sotto canestro, oggi servitori delle istituzioni.
I due ex atleti sono tornati “a casa” in una veste inedita ma fondamentale: facevano infatti parte del servizio di sicurezza predisposto dal dr. Massaro per garantire il regolare svolgimento dell’atteso match tra Virtus e Nardò.
Vederli presidiare quegli spalti che un tempo li acclamavano come beniamini locali è stata la testimonianza più bella di come lo sport sappia formare cittadini esemplari. Un passaggio di testimone tra il gioco e il dovere, tra la passione agonistica e il senso di responsabilità verso la comunità.




