Sei ore di lavoro, ma spezzate in due. Tre la mattina, tre il pomeriggio. In mezzo? Il nulla. Per i dipendenti dell’Ecocentro comunale la domenica è diventata un labirinto di tempi morti e disagi. Una situazione non più tollerabile per Cgil e Ugl, che sono scese sul piede di guerra e hanno scritto direttamente al Comune. La richiesta è chiara: cancellare il turno spezzato e passare al turno unico.
Secondo i sindacati, questa organizzazione non ha alcun senso. L’Ecocentro, spiegano, è un presidio a bassa intensità operativa. I cittadini ci vanno solo in alcune fasce orarie ben precise. Dividere la giornata in due tronconi non migliora il servizio, non aumenta l’efficienza e non serve a niente. Un turno unico continuativo basterebbe e avanzerebbe per tenere aperto il cancello al pubblico.
Il vero problema, però, lo pagano i lavoratori sulla propria pelle. E in un giorno festivo fa ancora più male. Cgil e Ugl lo mettono nero su bianco: «Questo turno domenicale crea un grave disagio. Parliamo di ore di sosta non retribuite in mezzo alla giornata. Chi abita lontano non può nemmeno tornare a casa a pranzare con la famiglia».
Addio alla conciliazione tra vita e lavoro. L’impegno complessivo, alla fine, supera di gran lunga le 6 ore effettive. Una penalizzazione economica e organizzativa che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, viola lo stesso contratto collettivo nazionale.
Per i sindacati la misura è colma. Scelta sproporzionata e irragionevole. Cosa chiedono adesso al Comune? Due cose, semplici e concrete: Turno unico continuativo di 6 ore per liberare la domenica dei lavoratori. Un tavolo di confronto immediato per ridisegnare i turni in modo equilibrato.
La palla ora passa a Palazzo di Città. I sindacati hanno teso la corda, l’efficienza del servizio non può viaggiare sulle spalle dei lavoratori. Si attende la risposta del Comune.




