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Falsi per ottenere la casa popolare: a processo 20 persone

Sono comparsi ieri davanti al giudice monocratico del Tribunale di Brindisi, il dottor Amato, i 20 imputati accusati, a vario titolo, di falso in atti pubblici. Secondo l’impianto accusatorio, gli indagati avrebbero falsificato documenti e dichiarazioni pur di scalare la graduatoria e accaparrarsi l’assegnazione di un alloggio popolare.

L’origine dell’inchiesta: i controlli a Mesagne

L’indagine è scattata nel 2021 a seguito di numerose segnalazioni e lamentele che contestavano la regolarità della graduatoria provvisoria. Le voci parlavano chiaramente di “furbetti” che, attraverso false attestazioni, stavano togliendo il posto a famiglie in condizioni di reale e grave disagio economico.

Per fare luce sulla vicenda, i Carabinieri della Stazione di Mesagne, guidati dal comandante Luigi D’Oria e in stretta collaborazione con la Polizia Locale, hanno avviato un monitoraggio a 360 gradi. Gli investigatori hanno acquisito: Il bando di concorso comunale. La determina con la graduatoria provvisoria degli ammessi e degli esclusi.

I successivi incroci di dati hanno passato al setaccio i requisiti dichiarati, tra cui la reale convivenza dei nuclei familiari (da almeno due anni), i redditi effettivi e le verifiche catastali per accertare che i richiedenti non fossero già proprietari di altri immobili.

Nel corso dell’udienza di ieri sono state formalmente ammesse le prove e, grazie all’accordo tra le parti e al consenso dei difensori, sono stati acquisiti gli atti delle indagini preliminari, accelerando così i tempi del dibattimento.

In aula è stato inoltre ascoltato lo stesso comandante dei Carabinieri di Mesagne, Luigi D’Oria, che ha ricostruito le tappe salienti dell’attività investigativa che ha portato i 20 odierni imputati alla sbarra. Il processo è stato aggiornato al prossimo 28 settembre per il prosieguo del dibattimento.

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