Torna a sollevare indignazione il caso del medico brindisino indagato per maltrattamento, tortura e uccisione di animali. Secondo quanto denunciato dal consigliere regionale e presidente de “La Lega” in Puglia, Fabio Romito, il professionista sarebbe tornato in servizio presso l’ospedale Perrino di Brindisi attraverso lo strumento delle “prestazioni aggiuntive”.
La vicenda, che aveva già sconvolto l’opinione pubblica mesi fa, ruota attorno a indizi definiti “gravissimi”. Le accuse parlano di atti di puro sadismo ai danni di gattini randagi.
Nonostante l’indagine sia in corso, la notizia del suo ritorno in corsia ha scatenato la reazione della politica regionale.
Attraverso una nota ufficiale, Fabio Romito ha espresso tutto il suo sconcerto, ribadendo la necessità di un intervento immediato da parte dei vertici sanitari:
“Fermo restando il principio di non colpevolezza, penso sia inaccettabile che con delle accuse così infamanti il medico possa essere rientrato in servizio. Chi usa violenza a poveri animali indifesi non può lavorare per il servizio sanitario, men che meno in Puglia.”
Il presidente de La Lega ha annunciato di aver firmato un sollecito ufficiale per l’audizione dei vertici della sanità pugliese, già richiesta in precedenza. L’obiettivo è fare chiarezza sulle modalità del rientro del medico e chiedere massima fermezza nella gestione di una vicenda definita “agghiacciante”.
Per Romito, il presunto comportamento del medico è incompatibile con la missione di cura e assistenza che caratterizza il servizio pubblico, richiedendo una risposta istituzionale improntata alla “necessaria durezza e intransigenza”.




