15 49.0138 8.38624 1 1 4000 1 https://www.mesagne.tv 300 true

Giornata della Memoria a Mesagne: le riflessioni delle Professoresse Denitto e Caforio (VIDEO)

MESAGNE – In occasione della Giornata della Memoria, Mesagne si ferma per riflettere sull’orrore della Shoah e sull’importanza di tramandare la storia alle nuove generazioni. Per approfondire il significato profondo di questa ricorrenza, abbiamo ospitato intervistato due autorevoli voci del mondo accademico e scolastico: la Prof.ssa Anna Lucia Denitto e la Prof.ssa Maria Giovanna Caforio.

L’analisi storica della Prof.ssa Denitto

Ai nostri microfoni, la Professoressa Anna Lucia Denitto, ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università del Salento, ha offerto una disamina rigorosa sul contesto storico che portò allo sterminio.

“La memoria non è solo un esercizio di ricordo,” ha sottolineato la Prof.ssa Denitto, “ma uno strumento critico fondamentale per comprendere i meccanismi di esclusione e violenza che possono ancora annidarsi nelle pieghe della società contemporanea. Studiare la storia significa dotarsi degli anticorpi necessari contro l’indifferenza.”

Il ruolo della scuola con la Prof.ssa Caforio

A portare il punto di vista del mondo della formazione è stata la Professoressa Maria Giovanna Caforio, docente di Lettere presso il Liceo Scientifico di Mesagne e già docente di Storia Contemporanea. La Prof.ssa Caforio ha evidenziato la sfida quotidiana di trasmettere questi valori agli studenti:

“Entrare in classe oggi e parlare di memoria significa tradurre i grandi fatti storici in un linguaggio che possa toccare la sensibilità dei ragazzi. Il nostro compito è trasformare il sapere in coscienza civile, affinché il ‘mai più’ diventi un impegno concreto nella loro vita di cittadini.”

Un impegno comune

L’incontro tra l’esperienza accademica dell’Università del Salento e quella formativa del Liceo di Mesagne ha permesso di tracciare un filo conduttore tra la ricerca scientifica e l’educazione civica. Entrambe le docenti hanno concordato sulla necessità di una memoria attiva, che non si esaurisca nelle celebrazioni del 27 gennaio, ma che viva ogni giorno attraverso la cultura e il rispetto dell’altro.

Precedente
Successivo