
Oggi, 29 maggio 2025, ricorre il quarantesimo anniversario della tragedia dell’Heysel, una data che ha segnato profondamente la storia del calcio e non solo. Quel maledetto 29 maggio 1985, nello stadio di Bruxelles, 39 persone persero la vita, 32 delle quali erano italiane. Tra le vittime innocenti di quel giorno funesto c’era anche il nostro concittadino Alberto Guarini di Mesagne.
Quel giorno, migliaia di tifosi si erano recati in Belgio per assistere alla finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. Tra di loro, da Mesagne, c’erano anche Franco Galasso, Salvatore Pisani, Raffaele Rosato, Daniele Librato e i fratelli Bruno e Alberto Guarini. Un viaggio di passione sportiva che si trasformò in un incubo, lasciando un vuoto incolmabile nelle famiglie e nella comunità.
Quarant’anni dopo, il ricordo di quelle 39 vite spezzate, e in particolare di Alberto Guarini, rimane vivo e doloroso. L’Heysel non è solo una data da commemorare, ma un monito costante sulla necessità di garantire la sicurezza negli stadi e di combattere ogni forma di violenza. La memoria di Alberto e delle altre vittime deve continuare a essere un faro per costruire un futuro in cui lo sport sia solo festa e aggregazione.



