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Il Gelataio ambulante di Mesagne: storia di Romeo, un carrettino e la dolcezza dei ricordi

 

Il suono di un campanello, la voce roca ma inconfondibile di un uomo che gridava “GELATI…!” e un carrettino a tre ruote che faceva capolino tra i vicoli assolati. Per i mesagnesi di una volta, questo era il segnale che l’estate era davvero arrivata. Non c’erano gelaterie moderne, con decine di gusti e creme elaborate. C’era il signor Romeo, con il suo carretto e la sua missione semplice e preziosa: portare un po’ di freschezza per le strade della città.

Il carretto era la sua bottega ambulante. A spingerlo, con la forza dei muscoli e la pazienza di chi conosce la fatica, il signor Romeo percorreva le vie del centro e le stradine più nascoste, dove il caldo si faceva sentire di più. I suoi gelati non erano una moda, ma un piccolo lusso a cui nessuno sapeva resistere. I bambini, sentendo la sua voce da lontano, correvano a prendere i soldi dalle mani delle mamme o delle nonne, pronti a gustare quella piccola gioia.

La scelta era facile, ma piena di significato: solo due gusti, crema e limone. Il gelato alla crema, ricco e vellutato, era una dolcezza che sapeva di festa. Quello al limone, invece, era il vero toccasana per affrontare l’afa: aspro, rinfrescante, un’esplosione di freschezza che ti faceva socchiudere gli occhi per il piacere.

Quella scena, un carrettino, due gusti e la felicità di un cono di gelato, non era solo una vendita. Era un rito, un momento di comunità. Era il signor Romeo che, con un mestolo e un po’ di ghiaccio, combatteva l’arsura dell’estate e creava un ricordo indelebile, un piccolo pezzo di storia che ancora oggi, chi l’ha vissuto, racconta con un sorriso.

Si ringrazia la famiglia Zullo per le foto.

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