
La Chiesa dell’Immacolata, situata in un punto nevralgico tra Piazza Vittorio Emanuele II (Porta Grande) e la villa comunale, rappresenta un bene di grande pregio storico-architettonico a Mesagne, recentemente riportato all’antico splendore da un’opera di restauro.
Dalle Origini Francescane al Culto Mariano
Le origini del complesso risalgono ai primi anni del XV secolo (1425), quando fu fondato il Convento per una comunità di padri conventuali, seguaci di San Francesco d’Assisi. Inizialmente, la chiesa era dedicata a Santa Maria di Nazaret, ma solo in un secondo momento fu intitolata all’Immacolata Concezione.
Il convento, sebbene danneggiato dal terremoto del 1743, fu restaurato, ma subì un profondo cambiamento dopo la soppressione dell’Ordine nel 1809. Venne adibito a sede della Gendarmeria Reale e casa di arresto, per poi essere venduto a privati. Mentre il piano terra fu trasformato in stalla e poi in trappeto, il primo piano, dopo varie destinazioni, è ancora oggi adibito ad albergo.
Architettura e Tesori Interni
La chiesa si presenta a navata unica, tipica delle fabbriche francescane, scandita da quattro grandi arconi che delimitano piccole cappelle. L’interno è dominato da un monumentale altare realizzato con pregiati marmi intarsiati.
Alle spalle del presbiterio si trova il coro, dove sono custodite tre tele di autore ignoto. Fino a pochi anni fa, in questo ampio salone veniva realizzato l’artistico presepe mobile, mantenendo viva la tradizione religiosa locale.






