Attualmente, il progetto finanziato con 2.250.000 euro (fondi PNC/PNRR del Ministero della Cultura) prevede soltanto la realizzazione di un itinerario cicloturistico dove i mezzi motorizzati possono circolare. Tuttavia, i Cicloamici hanno evidenziato come la strada comunale interessata sia larga mediamente solo 3 metri (in alcuni tratti appena 2,5), rendendo pericolosa la convivenza tra mezzi motorizzati, ciclisti e il crescente flusso di camminatori del cammino Appia Unesco.
Per questo, l’associazione chiede:
1) L’istituzione della strada ciclopedonale su sede propria nel tratto extraurbano, escludendo il traffico motorizzato non autorizzato. La proposta è quella di emettere una ordinanza mediante la quale si limita l’accesso motorizzato ai soli frontisti, ovvero a proprietari dei fondi che si trovano lungo il tratto di strada interessato dal progetto.
2) La trasformazione giuridica della via in “itinerario ciclopedonale F-bis” (ai sensi del Codice della Strada), con l’apposizione di segnaletica orizzontale e verticale dedicata.
L’istituzione di un limite di velocità di 30 km/h per i mezzi autorizzati ovvero i proprietari dei terreni collocati sulla strada garantendo la massima tutela a pedoni e ciclisti.
3) La bonifica della strada comunale mesagnese coincidente con l’Appia nella direzione Oria. La strada comunale di prolungamento del tratto finanziato dal ministero della cultura con fondi PNRR versa in uno stato di degrado e dissesto. I Cicloamici hanno richiesto un intervento per ripianare il fondo stradale in stabilizzato di cava
Ha dichiarato Antonio Licciulli, Presidente dei Cicloamici FIAB Mesagne —. Un finanziamento così importante deve servire a creare un itinerario di eccellenza. Non possiamo permettere che la Via Appia/Eurovelo rimanga una strada a traffico promiscuo. Per valorizzare il bene UNESCO serve sicurezza, silenzio e una sede propria per chi sceglie di muoversi a piedi o in bicicletta».
L’associazione continuerà a collaborare con l’Amministrazione affinché Mesagne possa vantare un percorso cicloturistico all’altezza dei migliori standard europei, proteggendo la vita degli utenti e valorizzando il patrimonio culturale del territorio.







