
MESAGNE (BRINDISI) – Mesagne si è svegliata nelle prime ore dell’alba con il rumore insolito di un elicottero che sorvolava la città a bassa quota, anticipando una vasta operazione di sicurezza. Già dalle prime luci del giorno, le pattuglie dei Carabinieri e della Polizia di Stato sono state avvistate in diversi punti del centro urbano, a conferma che qualcosa di importante stesse accadendo.
🚁 L’Operazione Coordinata DDA
L’imponente operazione è scattata prima dell’alba di oggi ed è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Lecce. Il blitz è stato condotto congiuntamente da Polizia e Carabinieri e ha interessato le province di Brindisi, Lecce e Chieti. L’obiettivo era colpire duramente le frange mesagnesi e torresi della Sacra Corona Unita (SCU).
Nel corso del blitz, sono state eseguite quindici ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di:
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Associazione di stampo mafioso
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Traffico e spaccio di sostanze stupefacenti
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Estorsioni
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Concorso esterno in associazione mafiosa
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Truffa ai danni dello Stato
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Usura
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Lesioni personali
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Detenzione e porto di armi da sparo
Gli arresti, in totale 14 misure cautelari emesse dal GIP del Tribunale di Lecce, hanno interessato prevalentemente Mesagne, ma anche i comuni di Torre Santa Susanna, Oria e Squinzano. Il numero complessivo degli indagati nell’ambito del procedimento penale è di 34 soggetti, alcuni dei quali già detenuti.
💰 Sequestrato il “Quartier Generale” del Clan
L’operazione ha anche portato al sequestro preventivo di un immobile e dell’attività commerciale ivi ubicata, per un valore stimato di 600mila euro. Questo luogo è risultato essere la base operativa e logistica dell’organizzazione, sede stabile di riunioni e incontri tra gli affiliati.
⛓️ La Catena di Comando e l’Egemonia Criminale
Le indagini preliminari, condotte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Brindisi tra il giugno 2020 e il giugno 2022, sono state avviate dopo il ritorno in libertà di un elemento di spicco del clan SCU “Pasimeni-Vitale-Vicientino”.
Gli investigatori hanno tracciato la catena di comando, dimostrando come il capo impartisse direttive direttamente dal carcere, tramite il nipote, al suo luogotenente sul territorio. L’indagine ha permesso di documentare nel dettaglio la feroce egemonia criminale imposta dal gruppo:
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Il “Punto” per i Detenuti: L’organizzazione riscuoteva il cosiddetto pagamento del “punto” o “pensiero” dagli spacciatori attivi nell’area, una forma di estorsione finalizzata al sostegno economico del capo e degli affiliati detenuti e delle loro famiglie.
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Violenza e Intimidazione: Il gruppo esercitava un controllo territoriale basato su pestaggi per proteggere gli accoliti o recuperare crediti, e attuava sistematiche estorsioni armate ai danni di imprenditori e commercianti locali.
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Affari Finanziari Illeciti: Il sodalizio era radicato anche nelle attività finanziarie, dedicandosi all’usura (concedendo prestiti a tassi esorbitanti) e al riciclaggio di denaro attraverso la gestione illecita di una rete di giochi e scommesse online non autorizzati.
L’attività costante delle forze dell’ordine sul fenomeno criminale è evidenziata anche dagli arresti in flagranza eseguiti nel corso delle indagini, che hanno portato all’arresto di altre 13 persone e al sequestro di oltre 2 kg di stupefacenti (cocaina, marijuana e hashish).
👥 Gli Arrestati (Lista Non Esaustiva)
Tra i destinatari delle misure cautelari figurano: Daniele Vicientino (52 anni, Mesagne); Tobia Parisi (44 anni, Mesagne); Francesco Sisto (52 anni, Brindisi); Americo Pasimeni (55 anni, Mesagne); Alessio Curto (25 anni, Mesagne); Antonio Emanuele Tarantino (41 anni, Mesagne); Matteo Primiceri (30 anni, Mesagne); Stefano Iacolare (38 anni, Brindisi); Antonio Bruno (35 anni, Torre Santa Susanna); Giuliano Notaro (35 anni, Squinzano); Antonio Romano (27 anni, Mesagne); Anna Lisa Gravina (37 anni, Mesagne); Francesco Girardo (32 anni, Mesagne); Marco Ruggio (44 anni, Squinzano).



